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Straniero inseguito con l’auto, ucciso, derubato di soldi e droga. Omicidio premeditato

Avezzano. E’ stato inseguito con l’auto dopo l’incontro in un locale, poi raggiunto in auto e a piedi, infine investito in retromarcia e derubato di soldi e droga. Sarebbe morto così secondo quanto accertato dalla polizia Said Erradi, il marocchino di 31 anni investito e schiacciato dall’auto agli inizi di dicembre, in pieno centro ad Avezzano. A compiere l’omicidio, secondo gli agenti della squadra anticrimine del commissariato di Avezzano e della squadra mobile dell’Aquila, Angelo Ferreri, 31 anni, che aveva scagionato il fratello minore Antonello (29), prendendosi tutte le colpe ora anche lui accusato di omicidio insieme a Angelo Rodorigo (29) che all’inizio aveva affermato di non aver avuto nessuno ruolo poiché sui sedili posteriori. Omicidio-di-via-Jugoslavia-Ferreri-Erradi-Rodorigo
Invece dalle indagini è emerso che i tre avevano incontrato lo straniero in un locale di via America, poi lui si era allontanato, forse perché l’incontro non era andato come previsto. A quel punto l’inseguimento. Nell’auto c’erano Angelo Ferreri e Angelo Rodorigo, colui che secondo i tabulati telefonici aveva organizzato l’incontro con il marocchino, mentre a piedi procedeva l’altro fratello Ferreri, Antonello. Tutti insieme braccavano Erradi. Alla fine in via Jugoslavia sarebbe rimasto bloccato tra i due fuochi, da un lato l’auto, dall’altra Antonello Ferreri. Inutile la nuova fuga verso la macchina che avrebbe prima tentato di investirlo, poi di colpirlo con lo sportello sul lato passeggero, dove si trovava Rodorigo. Alla fine lo schiacciamento contro una serranda e contro una pietra, impatti che non gli hanno lasciato scampo, anche secondo quanto emerso dall’autopsia.I particolari dell’operazione che hanno portato ai tre ordini di custodia cautealre emessi dal gip Andrea Taviano e chiesti dal procuratore Vincenzo Barbieri, sono stati illustrati dal vicequestore aggiunto Marco Nicolai, dal sostituto commissario Gaetano Del Treste che guida la squadra anticrimine e dal capo della squadra mobile dell’Aquila Marilio Grasso nel corso di una conferenza stampa.