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Spese pazze in Regione, la difesa degli amministratori indagati corre su Facebook

L’inchiesta della Procura della Repubblica di Pescara su presunti indebiti rimborsi per viaggi istituzionali in diverse regioni, ha scatenato i politici che, dopo aver ricevuto l’avviso di garanzia, o in attesa di riceverlo, hanno esposto la loro difesa su Facebook. Sono 25 informazioni di garanzia e i reati contestati sono truffa aggravata nei confronti della Regione Abruzzo, peculato e falso. Titolari dell’inchiesta sono i sostituti procuratori Giampiero Di Florio e Giuseppe Bellelli.

 

Antonio Morgante, responsabile della segreteria della presidenza della Regione Abruzzo è tra i primi a commentare:

Informo gli amici consiglieri regionali che da ieri sono tornato a fare l’avvocato, quindi sarei onorato se mi affidaste la vostra difesa alla Corte Europea dei Diritti dell’Uomo, unico organismo giurisdizionale competente a rendervi giustizia di fronte alle accuse che apprendo questa sera! Gianni Chiodi, Nazario Pagano, Alfredo Castiglione, Paolo Gatti, Mauro Di Dalmazio, Carlo Masci, Mauri Febbo, Gianfranco Giuliante, Federica Carpineta, Luigi De Fanis, Angelo Di Paolo, Lanfranco Venturoni, Riccardo Chiavaroli, Giorgio De Matteis, Emilio Nasuti, Nicola Argirò, Alessandra Petri, Antonio Prospero, Lorenzo Sospiri, Giuseppe Peppino Tagliente, Luciano Terra,Nicoletta Verì, Franco Caramanico, Cesare D’Alessandro, Carlo Costantini. A gratis, ovviamente!” 

Franco Caramanico scrive sulla sua bacheca:
“Ieri, nel tardo pomeriggio, mi sono recato dai Carabinieri di Pescara che mi hanno notificato l’avviso di garanzia. I fatti oggetto di indagine sono relativi ad un viaggio in Canada, tenutosi dal 10/02/2010 al 15/02/2010, dove andai insieme al presidente del consiglio regionale Nazario Pagano, per partecipare ad un’iniziativa con Sergio Marchionne per la raccolta di fondi per il terremoto. I fatti che mi contestano sono i seguenti. Nell’esibire le ricevute fiscali rilasciate dalla struttura ricettiva e dai ristoranti ho omesso di indicare che: -ho alloggiato in un hotel di lusso -i pasti da 11,77€ e 68,18€ erano stati rispettivamente consumati da 4 e 3 persone. 1. Premesso che mai nella mia vita, e ancor più nella mia carriera politica, ho scelto di soggiornare in hotel di lusso, in questo caso la prenotazione fu fatta dagli organizzatori dell’incontro (e non da me e dai miei collaboratori). 2- ho consegnato le ricevute alla regione che ha provveduto a rimborsarmi ma mi si contesta che non ho specificato il numero di persone che hanno beneficiato dei pasti (deducibile dagli scontrini). Il 12 Febbraio sarò interrogato e avrò modo di chiarire ogni dubbio. Sono sereno. Franco”
facebook giustizia
L’assessore Castiglione invece usa il social network per ringraziare per la solidarietà ricevuta:
“Grazie a tutti per le telefonate di solidarietà, sono sereno come tutti i colleghi, ognuno continuerà a fare il suo lavoro serenamente e dimostreremo tutta la nostra onestà, correttezza, attenzione e sensibilità. Nel frattempo completeremo la nostra profonda azione riformatrice, senza indugi, senza spaventarci o lasciarci intimidire o intimorire. buona notte a tutti — con Gianni Chiodi e altre 9 persone”.

Carlo Masci non è da meno e ricorda che per lui è la prima volta che riceve un avviso di garanzia, sottolineando che gli vengono contestati dei pasti al ristorante:
“Oggi ricevo dopo 19 anni di attività politica il mio primo avviso di garanzia. Mi vengono contestate 9 ricevute di ristoranti di Roma per importi che variano da 49 a 73 euro per consumazioni effettuate in occasione delle mie 80 visite istituzionali nella capitale per conto della Regione dal gennaio 2009 al dicembre 2011, per un totale di circa 500,00 euro. Sostengono i pm che le 9 ricevute non sarebbero per un pasto cadauna, così come in esse indicato, bensì per due. L’altra contestazione riguarda il fatto che nei moduli delle missioni (quasi tutte a Roma alla Conferenza delle Regioni, su delega del Presidente), predisposti come da prassi dagli uffici regionali, vi e’ soltanto la frase generica “missione istituzionale” e non la motivazione della stessa. Questa genericità, derivante da una prassi degli uffici regionali risalente nel tempo, costituirebbe, a detta dei pm, un reato. Ringrazio i tanti che mi hanno espresso solidarietà senza neanche conoscere gli addebiti contestatimi. Leggendo queste poche righe sono certo si tranquillizzeranno, così come sono tranquillo io”.

Lorenzo Sospiri, invece, pubblica il suo avviso di garanzia su internet dove mostra che si riferisce a “82 euro per spese riguardanti collaboratori autorizzati”:
Riguardo al suo avviso di garanzia, ha scritto: “2010, 3 giorni al Vinitaly stand Regione Abruzzo. Totale spesa 652 euro: benzina Pescara-Verona circa 200, autostrada circa 80, mangiare circa 80, dormire 110 circa, indennità circa 100, totale 572 euro autorizzati. Differenza 82 euro per non aver specificato che c’erano i collaboratori autorizzati. Per 82 euro mandi un avviso di garanzia?”, si domanda Sospiri, “Chiedere prima no? Ops è iniziata la campagna elettorale”.

La marsicana Daniela Stati, che insieme ad altri 19 consiglieri non è tra gli indagati, lo ribadisce alle domande che gli vengono poste su Facebook:
“Buongiorno Daniela!”, le chiede un’amica, “I Puncakes?! Ma te ci sei tra i 25?! Che pagliacciata”.E lei replica, “No io non sono tra i 25!!”.

Tra i marsicani, invece, sono finiti nella rete della magistratura l’assessore ai lavori pubblici, Angelo Di Paolo e il consigliere Luciano Terra. Loro però ancora non hanno usato internet per parlare della vicenda.