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Santa Croce, le parti sociali bocciano gli incentivi all’esodo di Camillo Colella

Canistro. Per i 38 dipendenti in esubero aveva promesso un incentivo all’esodo che avesse garantito un futuro ai lavoratori. Invece il patron della Santa Croce, Camillo Collella, ha proposto per i 38 dipendenti in esubero il compenso stabilito per la mobilità. Più un bonus pari al 50 per cento della differenza tra il salario che normalmente percepisce un operaio e quello che prenderebbe in mobilità. “La proposta non è piaciuta affatto”, ha spiegato Marcello Pagliaroli  della Flai-Cgil che Stabilimento dell'acqua Santa Croce a Canistroinsieme a Leonardo Lippa (Uila-Uil) e Franco Pescara (Fai-Cisl) ha incontrato i dipendenti della Santa Croce durante un’assemblea, “noi non siamo d’accordo e vogliamo che Colella proponga un progetto serio per il rilancio del sito”. Le parti sociali hanno di coinvolgere anche l’assessore regionale allo sviluppo industriale, Alfredo Castiglione, chiedendo di riaprire la discussione sulla convenzione stipulata tra la Santa Croce e la Regione Abruzzo che prevedeva anche delle nuove assunzioni. Intanto per lunedì è stato convocato un nuovo vertice in Provincia. Le parti, azienda e sindacati, dovranno trovare un accordo per il futuro dei 38 dipendenti, su 74, in esubero.