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Luci spente e candele accese per i piccoli ospedali. Di Nicola: presto una nuova protesta

Pescina. Una grande H creata con lumini e candele ha illuminato il piazzale antistante il Comune di Pescina e, parallelamente, l’ospedale Serafino Rinaldi. Il tutto mentre la città era avvolta dal buio e dalle fioche luci delle candele. E’ iniziata così l’ondata di manifestazioni e sensibilizzazione che l’amministrazione comunale di Pescina ha voluto mettere in campo in vista dell’udienza della Corte Costituzionale che dovrà pronunciarsi sui piccoli ospedali. “La manifestazione è andata molto bene e la città ha risposto al nostro appello”, ha spiegato il primo cittadino Maurizio Di Nicola, “ci sono stati migliaia di lumini accesi, segno che la cittadinanza è sensibile al problema dell’ospedale. Non abbiamo voluto che ci fossero persone in strada per una questione di sicurezza”. Alle 21 la città di Pescina ha visto spegnersi, una dopo l’altra, tutte le luci delle strade e dei palazzi istituzionali. Contemporaneamente si sono accese candele e lumini sui balconi, sulle finestre, sui sagrati delle chiese e davanti al Comune e all’ospedale Serafino Rinaldi. “È stato un modo per sensibilizzare l’opinione pubblica”, ha continuato il primo cittadino Di Nicola, “e i giudici della Corte Costituzionale che si dovranno pronunciare l’8 maggio sulla riapertura dell’ospedale di Tagliacozzo e a giugno sul nostro”. A rimanere accesi solo la tomba di Ignazio Silone, e le torri di San Berardo e del Castello. “Abbiamo voluto che questi luoghi simbolo rimanessero accesi”, ha concluso il sindaco di Pescina, “perché rappresentano il cuore pulsante della nostra comunità. In vista dell’udienza della Corte Costituzionale organizzeremo altre manifestazioni che possano far arrivare la nostra voce a Roma”.