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L’allarme siccità preoccupa gli agricoltori, si teme anche per la gestione di pozzi e falde

Avezzano. Quando decine e decine di centimetri di neve si posavano sui campi del Fucino l’unico sospiro di sollievo era che non ci sarebbe stato l’allarme siccità in primavera, invece non è così. Non solo l’assenza di piogge, ma anche il caldo anomalo potrebbero rappresentare un vero e proprio disagio per i contadini marsicani. A questo problema si aggiunge anche quello della gestione delle falde collegate ai pozzi che, nei periodi di secca, vengono aperte per irrigare i campi. Il presidente del Consorzio di Bonifica Ovest, Francesco Sciarretta, auspica che questo servizio possa passare dall’Arssa nelle loro mani ma per ora non è stato ufficializzato nulla. Archiviato temporaneamente il problema dei mercati ora i contadini devono fare i conti con un altro problema che attanaglia da tempo il Fucino. In questo primo scorcio di marzo la temperatura in Italia si è assestata su valori superiore di 1.6 gradi alla media.  Il caldo primaverile in anticipo rappresenta un duro colpo, data l’assenza di precipitazioni invernali e l’impossibilità di poter contare sullo scioglimento della neve. Il problema potrebbe accentuarsi nei prossimi mesi quando i campi del Fucino cominceranno a essere coltivati e sarà necessario irrigarli in abbondanza.