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La Fiom chiama a raccolta il mondo del lavoro: camminiamo insieme per risollevare la Marsica

Avezzano. La Fiom si appella ai lavoratori e al mondo istituzionale per creare insieme un documento con le esigenze del territorio. C’erano gli rsu, i lavoratori, i sindaci, i rappresentanti istituzionali di Provincia e Regione e poi c’erano tanti cittadini che sono voluti intervenire per ascoltare e dire la loro sulla crisi che sta congestionando il mondo del lavoro nella Marsica. Tutto questo è stata l’iniziativa organizzata dalla Fiom della Provincia dell’Aquila al castello Orsini di Avezzano. Un appuntamento definito da molti “concreto” per il contenuto degli interventi e per il valore che ognuno di questi ha avuto. “Alle proposte avanzate dalla FIOM, attraverso un documento, si sono aggiunti importanti contributi da parte  dei lavoratori, delle imprese, delle associazioni di categoria, dalle istituzioni locali e regionali”, ha spiegato Alfredo Fegatelli, segretario della Fiom, “quanto emerso dal dibattito, oltre al contributo della FIOM,  sarà sintetizzato in un documento e consegnato al gruppo di lavoro dei sindaci della Marsica, che hanno il compito di discutere con la Regione i provvedimenti da mettere in atto. Per la FIOM questo è solo l’inizio di un percorso volto ad evidenziare la drammaticità della crisi del territorio marsicano. La FIOM continuerà a portare avanti le istanze di tutti i lavoratori con l’obiettivo di trovare soluzioni idonee per garantire l’occupazione e il reddito dei lavoratori stessi”. In sintesi è stato proposto di rendere operativa in tutte le sue parti la legge 40 della Regione Abruzzo, attivare gli organismi previsti dall’accordo di programma per lo sviluppo locale istituendo un’apposita agenzia e trovare le risorse aggiuntive per i vecchi contratti di sviluppo. L’esclusione della Marsica dai benefici 107.3c rappresenta un neo per il territorio. Anche Sergio Galbiati, direttore di Micron e responsabile di LFoundry, la pensa così tanto che ha dichiarato di avere degli investimenti pronti da fare nel territorio ora fermi perchè senza “aiuti” è difficile intervenire. ‎”Vengono quotidianamente a chiedere come fare ad andare avanti”, ha precisato l’assessore al Lavoro del Comune di Avezzano, Franesco Paciotti, “non sappiamo più cosa dire. L’Abruzzo ha perso 36mila occupati. La Provincia 70mila disoccupati, la Marsica ne conta 34mila. La crisi non finisce e non sappiamo come faremo per dare una risposta a tutti”. Per il sindaco Gianni Di Pangrazio: «Sono molteplici i fattori che hanno portato alla chiusura di tante, troppe aziende storiche del territorio marsicano. La Fiom ha voluto organizzare questa manifestazione per elaborare un documento di proposte ed idee da integrare nel Progetto Marsica, il progetto voluto da tutti i sindaci marsicani per rilanciare il territorio, che, secondo i vertici del sindacato, sarebbe carente nel comparto industriale. Tutte le proposte e i contributi che verranno elaborati da questo convegno saranno uno stimolo importante per il Progetto Marsica. La Marsica, in questi ultimi anni, è rimasta troppo spesso indietro rispetto alle politiche regionali e oggi ha bisogno di una maggiore spinta per recuperare il divario. La Marsica è caratterizzata da una dinamicità che non ha pari nel territorio abruzzese». Più positivo l’assessore alle Attività produttive della Regione Abruzzo, Giovanni Lolli che ha parlato di un “trattamento speciale” per la Marsica. “Nella Marsica in questi giorni c’è un grande fermento”, ha sottolineato Lolli, “mercoledì incontreremo le parti sociali insieme al presidente D’Alfonso per parlare dell’intera provincia. Non è facile fare politica industriale , il problema del credito è drammatico. Paghiamo errori madornali, perché le nostre casse di risparmio dovevano essere riorganizzare ma non si è fatto. Il micro-credito è uno degli strumenti che può essere utilizzato ma ce ne sono molti altri. Dopo molte discussioni siamo arrivati a capire che bisogna distinguere tra i soldi che l’Europa ci dà e come li dobbiamo usare. Oggi l’Europa ci dice che ci dà i soldi ma bisogna negoziare insieme come usarli. In queste 13 modalità ci sono le regole per la distribuzione dei fondi, tra cui la distribuzione dei fondi 107.3c. Quando siamo arrivati ci siamo trovati davanti a una congestione dell’erogazione dei fondi perché non erano stati trasmessi correttamente i dati degli abitanti. Incontro Fiom LolliCon la 87.3c si sono fatti 4contratti di sviluppo nazionali, gli altri erano tutti regionali. Con il nuovo sistema per i contratti di sviluppo la quota nazionale non c’è più. Forse ci possono essere per la 161 ma bisogna fare delle modifiche alla legge. I contratti di sviluppo nazionale si potranno fare dove ci sono molti soldi come per esempio all’Aquila utilizzando i soldi del terremoto. Nella Marsica stiamo lottando perché non possiamo farla chiudere, abbiamo messo in campo una serie di strumenti per impedire che possa andare via. Telespazio c’è un problema di investimento ma è qui. Fiam e LFOUNDRY vogliono investire e noi dobbiamo aiutale per questo possiamo dargli una mano con la cassa depositi e prestiti che può entrare come partner per assisterle e la Regione e’ pronta a fare una mano. Il contratto di sviluppo sappiamo che ci sono circa 4milioni di euro. Delle 10 aziende ce ne sono 7 marsicane. Visto che abbiamo più di 4milioni riapriamo la graduatoria e rimoduliamo i fondi. Lunedì andiamo a Roma e ci facciamo fare uin parere dal ministero per riaprire la graduatoria. Se ci dice di no apriamo il piano B e circoscriviamo il bando nel territorio solo nella Piana del cavaliere. Elco il primo gennaio diventa grande impresa e per questo dobbiamo fare presto. Lo strumento migliore è fare uno strumento negoziato. Cioè vado in Europa, io dico ho questi soldi e negozia i fondi da stanziare. Le Marche e l’Emilia l’hanno fatto. Bisogna però scegliere il settore. Io ho pensato all’agro indiustria. Al tavolo della microelettronica noi ci saremo. Abbiamo già deliberato che i 130milioni che arriveranno li mettiamo nelle attività produttive. Le azioni strategiche che faremo per il territorio sono “il dinquinamento del Fucino”, il collegamento con la ferrovia con l’accellerazione dei treni, il polo dei trasporti sta producendo un progetto per la tratta Lunghezza Roma . Queste cose, concrete e fattibili, se lavoriamo bene possiamo fare un intervento esemplare per la Marsica. I soldi europei devono essere investiti in progetti che danno lavoro e che siano concreti”. La proposta Fiom: 20140920 proposta FIOM industria Marsica