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Il Consiglio comunale con un documento affila le armi per salvare il Tribunale di Avezzano

Avezzano. Approvato un documento dal consiglio comunale contro la chiusura del Tribunale. L’assise civica ha votato all’unanimità la mozione e ora si prepara a studiare le iniziative da prendere per salvare la struttura, impegnando il sindaco a un incontro con il Ministro.

Leggi il documento originale: Mozione contro la chiusura del Tribunale di Avezzano
Nel corso della seduta, la parola d’ordine è stata «unità», ma subito dopo il sentimento comune che ha prevalso ha riguardato l’intenzione di andare fino in fondo per salvare il Tribunale, nonostante le speranze si affievoliscano.

In vista dell’occupazione del Tribunale da parte degli avvocati e prevista per il 12 dicembre, l’amministrazione prova la via della politica, o quasi visto che quello che si troverà di fronte sarà un governo tecnico. Con un documento congiunto, il consiglio ha impegnato il sindaco, Antonio Floris, e l’amministrazione «a coinvolgere, in concerto con il Consiglio dell’Ordine forense di Avezzano, la Camera Penale di Avezzano, il Comitato per la salvaguardia del Tribunale, tutti i consiglieri Regionali e Provinciali, nonché i parlamentari di riferimento della Marsica, a organizzare un imminente incontro con il neo Ministro della Giustizia, Paola Severino, affinché si rappresentino le effettive esigenze del territorio». Tutto ciò, secondo quanto stabilito dal documento, dovrà avvenire con «il coinvolgimento delle associazioni di categoria, delle associazioni sindacali, degli albi professionali e della società civile».
Il consigliere Roberto Verdecchia (Rinnovamento e partecipazione), ha ricordato i problemi che hanno riguardato nelle ultime ore il Tribunale «Il Ministero e Csm», ha spiegato, «stranamente insieme in questa occasione, hanno deciso di “puntellare” i Tribunali della costa, salvaguardando quelli di Teramo e Pescara a cui sono stati inviati i tre magistrati destinati ad Avezzano. L’impegno del sindaco deve essere assunto insieme agli altri 36 sindaci del territorio e il primo cittadino di Avezzano, se non verrà dato ascolto alla voce del nostro territorio, dovrebbe dimettersi».
Sulla stessa linea il consigliere Carmelo Occhiuto (Pdl) che ha accolto per primo la proposta bipartisan dell’opposizione, promotrice del documento.
Per Alfredo Iacone (Pdl), «per il Tribunale di Avezzano è necessario uno sforzo comune al di là delle casacche di partito».
Per Peppe Di Pangrazio (Pd) «è necessario stare molto attenti in questa fase perché, se non si tiene una posizione durissima, si rischia di perdere clamorosamente questa battaglia».
Una proposta più incisiva arriva dal consigliere di maggioranza Franco De Nicola che ha consigliato al sindaco Floris «un’azione di protesta molto più incisiva, come uno sciopero generale».
Un appello bipartisan è stato rivolto da Verdecchia e Occhiuto ai senatori Filippo Piccone (Pdl) e Luigi Lusi (Pd). Nel corso del consiglio sono intervenuti anche il presidente dell’ordine degli avvocati, Giovanni Colucci, e quello della camera penale, Leonardo Casciere. «Non è vero che il tribunale di Avezzano è il terzo d’Abruzzo», ha affermato Colucci, «ma in realtà per produttività, nel quinquennio 2005-2010, è risultato il primo Tribunale d’Italia. E poi il nostro Tribunale non ha spese. Eppure c’è il rischio di essere soppressi. In Abruzzo erano previste due soppressioni, e Avezzano non c’era. Ci chiediamo come mai questo colpo di scena dell’ultima ora». Per Casciere «il Governo può emettere un provvedimento di soppressione senza il parlamento. Il presidente della Repubblica», ha aggiunto, «ha impedito l’assegnazione di magistrati nei Tribunali a rischio e ora è difficile tornare indietro, anche alla luce del fatto che il ministro si è autosospeso da avvocato e non riceve. L’eventuale soppressione», ha aggiunto, «arrecherebbe gravissimi disagi all’economia locale e molti avvocati non riusciranno più a svolgere la loro professione».
Il Tribunale di Avezzano copre un territorio di oltre 130mila abitanti e un’area ad alta criminalità poiché fa da congiungimento tra il napoletano tramite l’ex superstrada del Liri e da Roma tramite la zona del Carseolano. Oltre ai dipendenti, la chiusura della struttura giudiziaria marsicana metterebbe in crisi anche la situazione di 620 avvocati e 300 praticanti, ma anche delle attività commerciali della zona che si ritroverebbero con centinaia di clienti in meno ogni giorno. Il territorio della Marsica, inoltre, da solo è quasi il 40 per cento dell’intera Provincia. Il Tribunale conta su 10.800 provvedimenti all’anno, di cui 2.300 penali e 8.700 civili. Una mole di lavoro immane alla luce del personale attualmente in servizio. Dovranno essere soppressi in Italia ben 70 Tribunali. la struttura marsicana dovrebbe avere un organico di undici giudici (un presidente, quattro penali, sei civili), mentre l’organico attuale è di soli tre penali e tre civili. Quello di Avezzano come mole di lavoro è primo d’Italia nel quinquennio 2005-2010.