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Il caso “Power Crop” approda alla Corte costituzionale, dubbi sulla risoluzione

Avezzano. Lo spinoso caso “Power Crop” all’ordine del giorno della conferenza stampa del “Movimento 5 Stelle” di Avezzano, questa mattina, nella sala conferenze del municipio del capoluogo marsicano, alla presenza del consigliere della Regione Abruzzo, Gianluca Ranieri, del portavoce e attivista del coordinamento di Avezzano, Giorgio Fedele e del portavoce e attivista del coordinamento di Tagliacozzo, Massimo De Maio. La conferenza stampa è stata indetta dal M5S per far luce sulla paventata realizzazione dell’enorme centrale a biomasse “Power Crop”, prevista nella piana del Fucino, in località Borgo Incile di Avezzano.

“Abbiamo preferito spogliare la risoluzione di ogni colore politico e voluto farla firmare da tutti i consiglieri regionali – ha sostenuto il consigliere regionale, Gianluca Ranieri -. Grazie a questa battaglia la risoluzione è stata approvata all’unanimità dal consiglio regionale, ma nessuno aveva pensato di poter sollevare alla Corte costituzionale questo problema, a parte noi del M5S. Abbiamo deciso di far partire una campagna informativa e di sensibilizzazione, con l’obiettivo di spiegare ai cittadini che il problema Power Crop è un problema dalla rilevanza nazionale, che ha un rilevante impatto soprattutto sulla salute delle persone, con tutto ciò che ne consegue anche in termini di spesa sanitaria regionale e nazionale. E’ indispensabile che tutte le forze politiche chiedano le immediate dimissioni del ministro dell’ambiente, Gianluca Galletti, per l’evidente situazione di conflitto d’interessi, perché ha accettato dei regali dal gruppo industriale Maccaferri. Anche alcuni politici locali, oltre al ministro, sono stati coinvolti in questa turpe e abominevole vicenda. Viviamo ormai la situazione paradossale di esponenti politici che si dichiarano apertamente contrari alla centrale, mentre l’iter per la sua installazione procede a grandi passi, probabilmente a causa di interessi che poco hanno a che vedere con il bene pubblico”, ha concluso il suo intervento il consigliere Ranieri.

“Una risoluzione elaborata dal M5S è stata presentata, lo scorso 16 settembre, nel consiglio regionale abruzzese ed è stata approvata all’unanimità – ha affermato il portavoce del coordinamento di Avezzano, Giorgio Fedele -. Il nostro ricorso è molto stringente e si basa su quello della Regione Veneto. Abbiamo indicato gli articoli violati. C’erano sessanta giorni di tempo per presentare il ricorso alla Corte costituzionale; il ricorso è stato deliberato dalla giunta regionale dell’Abruzzo, il 14 ottobre scorso, contro il decreto competitività del Governo Renzi. Nel decreto, poi convertito in legge, è previsto il commissariamento per interesse strategico nazionale delle opere, come la centrale Power Crop, legate alla riconversione del settore degli zuccherifici. Di fatto, si tratta di togliere al territorio la possibilità di decidere se fare o meno la centrale, ignorando le competenze che la Costituzione italiana affida alle Regioni. Il Governo Letta ha tentato di commissariare il progetto in esame, nel 2013, per sottrarlo alla competenza dei territori e permetterne la realizzazione. Il Movimento 5 Stelle è riuscito a sventare la manovra incostituzionale del Governo, in quella occasione, con un emendamento partito dalla Marsica e approvato in Parlamento”, ha terminato il suo intervento Giorgio Fedele.

Impianto a biomasse powercrop, intervento del m5s di Avezzano (3)“Non siamo contrari alle fonti rinnovabili – ha dichiarato il portavoce del coordinamento di Tagliacozzo, Massimo De Maio -, ma siamo contrari a questo tipo di centrale che dovrebbe consumare circa 270mila tonnellate di biomassa all’anno e circa un milione di metri cubi di acqua all’anno, pari al consumo di 20mila persone, cioè pari al consumo della metà dei cittadini di Avezzano. Per la centrale servirebbe, per ogni singolo anno di produzione, una superficie boschiva tre volte e mezzo più grande della riserva del monte Salviano. Per questo la guardia forestale ha dato parere negativo a questo progetto. Uscirebbero circa due milioni di metri cubi di fumi e polveri all’anno e circa 54mila tonnellate di ceneri all’anno, con il conseguente problema dello smaltimento. Da un punto di vista sanitario e ambientale non può essere realizzato un progetto del genere su questo territorio, dove dovrebbero lavorare non più di trenta persone”, ha concluso il suo intervento Massimo De Maio.

Anche la Confederazione italiana agricoltori si è dichiarata, da sempre, contraria a questo investimento. La Cia si farà parte attiva, come mondo agricolo, perché il progetto non venga realizzato.

Sul tema è intervenuta anche Sefora Inzaghi, ambientalista e portavoce del comitato “No Power Crop”: “Due settimane fa ci siamo incontrati a Iesi con altri quattro comitati provenienti da zone dove si dovrebbero creare altre centrali a biomasse. Il gruppo industriale Maccaferri ha preso i fondi per la bonifica dei siti, ma non sappiamo se è avvenuta. Ad Avezzano sappiamo che c’è stato un sequestro da parte della guardia forestale, nel 2011, ma non si capisce se la Maccaferri ha portato avanti o meno questo incarico preso dalla Comunità europea. Nonostante la risoluzione del 2011, con la quale la Regione Abruzzo bloccava il parere della commissione Via sulla valutazione di impatto ambientale, la Power Crop sta aggirando il parere Via e prende singolarmente ‎le altre autorizzazioni. In questo modo aggirano l’iter e vanno avanti. Un’azienda, la Seci, ha finanziato la campagna elettorale di Filippo Piccone e questo ovviamente poi spinge i politici ad agire nell’interesse dell’azienda”, ha concluso Sefora Inzaghi.

I lavoratori dell’ex zuccherificio che fine faranno? “La politica locale deve dare delle risposte a queste persone con delle proposte. Noi abbiamo proposto delle soluzioni per poter creare nuovi posti di lavoro come, ad esempio, i centri di prima lavorazione della canapa. Bisogna rilanciare l’occupazione attraverso il sostegno a nuove economie sostenibili e durature, legate alla qualità del territorio che il progetto in esame mette a serio rischio”, hanno dichiarato gli esponenti del M5S.

Come verranno scelti quelli che dovranno tornare a lavorare? “L’accordo tra la Comunità europea e le parti sociali prevedeva ‎la ristrutturazione dell’ex zuccherificio di Celano in centrale ortofrutticola. La Power Crop ha mandato avanti un progetto totalmente diverso. In un consiglio comunale la Power Crop dichiarò che non avrebbe realizzato il sito ortofrutticolo, se non si fosse realizzata la centrale. La centrale a biomasse viene a portarci via la terra fertile, come quella del nostro Fucino, finiranno gli incentivi e finirà anche la centrale. I cinquanta lavoratori devono lottare per la centrale ortofrutticola”, hanno sostenuto i rappresentanti del M5S, in chiusura della conferenza stampa. Antonio Salvi