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Gli stipendi di sindaco e assessori fanno discutere, Di Marco Testa: abbiamo rinunciato ai rimborsi

Tagliacozzo.  E’ bastato poco a far aprire la discussione. Spesso la trasparenza amministrativa è un’arma a doppio taglio. In questo caso al centro dell’attenzione ci sono i compensi di sindaco e assessori al COmune di Tagliacozzo. Tutto nasce dalla pubblicazione sul sito web comunale delle somme assegnate alla giunta, per un totale di  62mila euro annui. Lo prevede la normativa sugli enti locali secondo cui  l’amministrazione deve pubblicare sull’albo pretorio online del sito istituzionale i compensi di ciascun amministratore. Il sindaco Maurizio Di Marco Testa percepisce 1.380,49 euro al mese, il vicesindaco Angelo Poggiogalle, 1.088,85 euro, l’assessore Antonio Amicucci 978,62 euro così come il collega  Gabriele Venturini.Tagliacozzo, Municipio Comune Il più penalizzato, visto che, come il sindaco, è un dipendente pubblico e che quindi percepisce la metà, è Antonio Stipano con  489,30 euro al mese. Al presidente del consiglio, Paolo Rapo, invece, spettano soltanto 276,10 euro mensili.  Le cifre sono a lordo dell’Irpef. Il gettone di presenza dei consiglieri comunali, invece, è di 15,31 euro. I consiglieri percepiscono i gettoni ogni volta che partecipano a una commissione oppure a un consiglio comunale. In media ciascun consigliere guadagna tra i 100 e i 150 euro all’anno. Mancano poi gli incarichi esterni che  possono variare di volta in volta e ceh possono raggiungere anche cifre di tutto rispetto. Sulla questione, il sindaco spiega come tutta la maggioranza abbia rinunciato a qualsiasi forma di rimborso e a ogni spesa di rappresentanza, tanto che per qualcuno amministrare significa rimetterci. Tutto ciò “per dare un segnale alla popolazione”.  “Come dipendente pubblico”, ha affermato Di Marco Testa, “prendo la metà dell’indennità da sindaco. Basti pensare”, sottolinea, “che rispetto al mio lavoro di finanziere, ogni mese ci rimetto 600 euro. Inoltre”, afferma, “abbiamo rinunciato alle spese del telefono, non percepiamo rimborsi o compensi, neanche quelli chilometrici e paghiamo di tasca nostra le spese di rappresentanza. Nessuno della mia giunta”, sottolinea, ” prende rimborsi spese di qualsiasi tipo. Lo abbiamo fatto”, spiega, “per dare un segnale alla popolazione, per  stare vicino ai cittadini in un momento di crisi”.