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Esclusiva, parla il figlio della donna morta di stenti a Carsoli. Il mistero di una fine che si poteva evitare

Carsoli – E’ arrivato dall’Inghilterra questo ragazzo di 27 anni figlio della donna trovata morta a Carsoli nella mattina del 26 aprile scorso. Teatro della tragedia una casa in pieno centro storico in condizioni ambientali pessime, all’interno della quale viene trovata Violeta Blindescu, 46 anni romena riversa sul letto della sua camera dal letto esanime. Baruta Dragos Ionel, ha trovato da poco lavoro in Inghilterra dove vive da quasi due mesi. E’ uno dei due figli della donna deceduta in uno stato di sporcizia, di stenti e di sofferenza. Il viaggio in Italia lo ha dovuto fare per riportare le spoglie mortali di sua madre a Roman, dove vivevano un tempo in famiglia e quando erano felici. Un desiderio che ha fatto superare mille difficoltà, e che è stato motivo anche di perdita del lavoro in Inghilterra per questo ragazzo che dovrà espletare ora le varie pratiche per il ritorno in patria della salma. Per lui ora conta solo rendere onore ed omaggio e l’ultimo tributo degno di una persona umana che ha visto svanire la sua vita, che poi è sua madre. Molti sono gli aspetti ancora da chiarire sulla morte della donna, le indagini sono ancora aperte ed il ragazzo si è presentato dai Carabinieri per fornire elementi utili alle stesse e si è anche recato dal compagno della madre per avere contezza della sua versione dei fatti.

LA STORIA

Violeta Blindescu è una bella ragazza che si sposa in giovane età e ha due figli uno di 27 e l’altro di 29 anni. “Quindici anni fa – racconta Baruta Dragos Ionel in una intervista esclusiva realizzata da Confinelive – mia madre partì per l’Italia poichè la nostra situazione familiare era piuttosto difficile, ed io e mio fratello restammo a vivere con nostro padre.” Una separazione dal marito, causata probabilmente proprio dalle difficoltà di mandare avanti una famiglia. “Per mantenerci al meglio dapprima raggiunse la città di Milano, poi Palermo, poi L’Aquila e poi arrivò a Carsoli, in tutti questi anni ha fatto sempre la badante, risparmiando e mandandoci i soldi necessari per farci studiare e tirare avanti.

LA SITUAZIONE ECONOMICA

Violeta ha sempre lavorato mandando soldi ai figli, ma gli ultimi risparmi che aveva sul proprio conto, sarebbero svaniti proprio qualche giorno prima del decesso per cause ancora in corso di accertamento nelle indagini.

LA TELEFONATA PREMONITRICE

“Ci siamo sempre sentiti e tenuti in contatto – racconta il giovane figlio con commozione – a volte veniva lei da noi in Romania, altre volte venivamo giù noi in Italia per stare un pò insieme. Era una mamma brillante, sempre allegra, e pronta ad ogni sacrificio pur di farci stare bene, poi una volta tra i mesi di Ottobre e Maggio, mia madre ebbe a telefonarci. Aveva un tono dimesso, e quasi come volesse preannunciarci la sua fine imminente ci disse alcune cose (non citiamo gli elementi per riserbo sulle indagini in corso). Sapevamo che aveva un nuovo compagno e inizialmente questo ci rassicurava”.

RILASCIO DELLA SALMA – RACCOLTA FONDI
Come noto, l’Agenzia Funebre Diaconu s.r.l. che si occupa anche del rientro di salme verso stati esteri, è stata incaricata del trasporto e dell’espletamento delle pratiche. Il magistrato ha disposto il rilascio della salma, essendo intervenuta da parte del medico legale l’accertamento sulle cause del decesso che inizialmente fecero pensare anche ad un omicidio. Edema polmonare invece. Ora la salma si trova all’obitorio di Avezzano, ed essendo la donna rimasta senza soldi, è partito un tamtam di solidarietà sul web per la raccolta fondi al fine di raggiungere 2500 euro complessive, di cui finora – secondo quanto riferito dall’Agenzia stessa – già sono arrivate mille euro circa. Restano quindi ancora 1.500 euro che si spera di raggiungere entro lunedì mattina, momento in cui verranno completati gli iter burocratici delle pratiche per il rientro in terra patria della donna defunta. Molte agenzie stampa e testate giornalistiche hanno ripreso la notizia evidenziando le modalità per inviare contributi.   

UNA MORTE CHE SI POTEVA EVITARE

“Nulla ci lasciava pensare che avremmo perso nostra madre così presto, e rendiamo queste testimonianze affinchè la sua vita possa ora servire come monito e a prevenire situazioni di degrado e di disagio sociale come quella a cui abbiamo assistito”. Queste le parole amare con cui il figlio della donna, cerca di ricomporsi dalla commozione e riprendere il suo cammino per l’obiettivo di organizzare il funerale dignitoso ad una donna morta privata di ogni forma di dignità.

CASA SOTTO SEQUESTRO

L’abitazione della donna, in via Carlo Scarcella non è accessibile, quindi non è possibile al momento nemmeno entrare per recuperare effetti personali, l’immobile è stato posto sotto sequestro giudiziario proprio per meglio svolgere le indagini.

I MISTERI

Molti sono i misteri di questa morte, iniziando dalla figura del compagno della donna prima accusato di omicidio, salvo poi essere rilasciato per l’accertamento della naturalità del decesso. Ma le ecchimosi della donna, il corpo segnato e martoriato da precedenti colluttazioni evidenzia tutta una criticità di una morte che forse si poteva evitare. Gli stenti, la sporcizia in cui la donna viveva da diversi mesi fanno accapponare la pelle per un mistero che è ancora tutto da chiarire.

NOTA DI REDAZIONE

Questa pubblicazione è stata rilasciata in seguito ad intervista esclusiva dal figlio della donna  concessa unicamente alla Redazione dei QuotidianiLive, pertanto sia l’immagine a corredo della pubblicazione, che le dichiarazioni rilasciate sono da ritenersi tutelate ai sensi di legge e quindi assolutamente riservate.

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@danieleimperiale