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Dissesto idrogeologico, il centro giuridico chiede spiegazioni all’ingegner Ricci

Avezzano. Il Centro Giuridico del Cittadino, attento a ciò che avviene sul nostro territorio relativamente al dissesto idrogeologico ha affrontato tale problema e ha chiesto all’ingegner Ricci Ettore che è stato direttore degli uffici tecnici regionale del perché si è giunti al disastro attuale. “I pesantissimi dissesti idrogeologici verificatisi ultimamente su tutto il territorio nazionale a seguito di intense precipitazioni piovose e nevose hanno posto in evidenza la preoccupante fragilità di tutto il territorio italiano con particolare intensità su alcune Regioni; anche la Regione Abruzzo ha subito conseguenze dannose soprattutto nelle zone costiere”, ha spiegato Ricci, “questa drammatica realtà che ciclicamente si ripresenta, mi ha fatto riflettere, quale ex Dirigente della Regione Abruzzo di Uffici Tecnici regionali preposti alla difesa del suolo ( Servizi del Genio Civile già Uffici del Genio Civile ), sulla responsabilità che  la struttura politica-Frana Santo Stefano di Sante Marie (3)amministrativa di questa Regione  assume nei confronti di una accorta gestione  del territorio. Nel tempo abbiamo assistito ad un progressivo allentamento di attenzione verso i problemi legati al dissesto del territorio e conseguentemente ad una carenza programmatoria verso i necessari interventi indispensabili per mantenerlo capace di resistere alle azioni avverse delle calamità naturali. Per rendersi conto di questo, è significativo vedere, come, nel tempo, si è sviluppata questa tematica. All’inizio degli anni settanta, quando entrarono in funzione le Regioni, si erano occupati, fino ad allora, del dissesto idrogeologico, i Provveditorati alle OO PP, ubicati nei capoluoghi di Regione che la svolgevano operativamente, tramite gli Uffici del Genio Civile, storiche strutture tecniche depositarie di conoscenze  tecnico scientifiche del territorio sia sotto l’aspetto geotecnico che idrologico. Questi Uffici ove il personale tecnico costituito, in una razionale gerarchia, da assistenti, geometri e ingegneri, erano pronti per essere utilizzati in qualsiasi evenienza conseguente a calamità naturali quali dissesti idrogeologici, alluvioni, esondazioni e anche disastri provocati da terremoti. Al riguardo vale la pena citare un esempio fra i tanti, che ha dimostrato la grande utilità di dette strutture. Il Genio Civile di Avezzano, costituito all’indomani del tremendo terremoto che colpì la Marsica ( 30.000 morti )nel 1915, svolse un ruolo fondamentale nella ricostruzione della città di Avezzano come anche lo ebbe nella ricostruzione di parte dell’abitato distrutto dagli eventi bellici della 2^ guerra mondiale. Con l’avvento delle Regioni ,grazie ad una ottusa visione politica, gli Organi di Governo della Regione Abruzzo invece di mantenere e potenziare i suddetti Uffici ne hanno ridotto le attività avocando a se la loro gestione e assegnandola o delegandola ad altri soggetti quali uffici tecnici di più Assessorati, società di ingegneria, uffici tecnici comunali sprovvisti di personale qualificato o insufficiente, Protezione Civile con ampliamento delle competenze, uffici tecnici Provinciali. In questa grande confusione e sovrapposizione di ruoli sono venuti a mancare i riferimenti certi e sicuri dei soggetti a cui affidare, nei momenti dei disastri, senza incertezze e ripensamenti, tutte quelle attività ed azioni finalizzate alla eliminazione dei pericoli ed al ripristino dei territori colpiti dai disastri operando con certa economia di tempo ed economia finanziaria. Con queste brevi riflessioni ho ritenuto di riportare l’attenzione di chi ha la responsabilità di Governo di valutare la necessità di ridare funzioni e dignità ai morenti Uffici del Genio civile regionali che, potenziati e ricostituiti, potranno svolgere una insostituibile azione volta alla tutela del territorio e alla salvaguardia della vita umana”.