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D’Amico (Pd): falsa comunicazione di Chiodi sul debito sanitario

L’Aquila. Sul presunto rientro debito sanità interviene il Vice Presidente del Consiglio regionale Giovanni D’Amico: dati e cifre non citate fanno dell’annuncio del Presidente/Commissario Chiodi una “falsa comunicazione”. Rispetto al presunto risanamento annunciato dal Presidente/Commissario Chiodi, a noi consiglieri regionali  tocca giocare a mosca cieca, in quanto ci vengono rifiutati  i documenti ufficiali e quindi non abbiamo  alcuna possibilità di riscontro sui dati reali.
Tuttavia percepiamo questi  quali elementi che evidenziano  la “falsa comunicazione” di Chiodi:
1.  non si chiarisce che il pareggio non è ancora avvenuto, con un anno di ritardo rispetto al 2009, perché il saldo contabile di 7 milioni corrisponde ad un deficit  reale di 25/30 milioni  con una spesa accertata lievitata  dai 2 miliardi e 400 milioni previsti dal Piano di risanamento 2007 a 2 miliardi  e 600 milioni del Piano Operativo  di Chiodi del 2010. Quindi con  una spesa accresciuta  di 200 milioni,   abbiamo una sanità di gran lunga peggiore;
2.  il dato che andrà valutato attentamente è il bilancio delle prestazioni extra regionali:  era attivo per 35 milioni nel 2008 ed è passivo  per 70 milioni nel 2009. Valuteremo il 2010, ma  in un anno la perdita è di 100 milioni. Se dovesse confermarsi  questa tendenza vorrà dire  che il servizio sanitario regionale è di gran lunga peggiorato ed in prospettiva tende a perdere le proprie capacità autonome; 3.  resta infine il nodo delle sovraliquote fiscali irap ed irpef la cui riduzione, di cui ha memoria soltanto la CNA e non le  altre rappresentanze sociali con le quali avevamo attivato un tavolo già nella primavera del  2008, non è minimamente  accennata nelle rosee prospettive  del Presidente/Commissario. Allo stato attuale, poiché esse danno copertura alle rate di cartolarizzazione mai ricontrattate, per 95 milioni, ed al disavanzo reale che è ancora di 25/ 30 milioni, è  ipotizzabile che fino al 2015, anno in cui termina la prima cartolarizzazione,  l’attuale governo regionale eviterà accuratamente di discuterne .