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Come si risponde alla crisi? Cooperando. Ecco la soluzione della cooperativa Lybra

Capistrello. “Rispondere alla crisi cooperando” un bel seminario sul Terzo Settore con uno speciale focus  sulle cooperative sociali e le esperienze di imprese sociali presenti nel territorio. Ci si è raccontati e conosciuti con l’obiettivo di mettere insieme le migliori esperienze e pratiche per dare una spinta all’occupazione nel nostro territorio con la costituzione di un consorzio di cooperative. L’iniziativa svoltasi venerdì scorso a Capistrello ha avuto come obiettivo principale quello di rispondere a quello che secondo gli organizzatori (ma crediamo non solo) è l’obiettivo principale intorno a cui costruire politiche di sviluppo del territorio, e cioè, l’occupazione . Rosario Iaccarino della Fim Cisl nazionale (organizzazione sindacale da sempre attenta al mondo della cooperazione) ha aperto i lavori sottolineando come; in un mondo di risorse scarse e mal distribuite, disuguaglianza è ingiustizia, ma è anche inefficienza la fanno da padrone. La cooperazione e il lavoro cooperativo posso aiutare a  rispondere a questo bisogno di giustizia sociale riducendo lo scarto tra mezzi e bisogni riducendo la povertà e accrescendo l’uguaglianza, IMG_8900attraverso quella che Iaccarino a chiamato: filiera corta della fraternità. Mentre Augusto Bisegna della coop Lybra ha mostrato alcuni dati sul terzo settore in Italia, un settore importante che occupa 4.7 milioni di lavoratori e ha una crescita del +17.3% nel 2013, ma questi dati, ci riferisce Bisegna, vedono una concentrazione di sviluppo di questo tipo di imprese in particolare nel nord del Paese, il sud e l’Abruzzo in particolare, non sembrano credere a questo modello d’impresa. Serve, sottolinea un cambio di passo, anche alla luce del documento sulle linee guida per la riforma del terzo settore licenziate dal Governo il 13 maggio scorso e che riprende le indicazioni della Commissione UE quale strumento per aggredire la disoccupazione in Europa,  per affrontare l’emergenza lavoro sul territorio e per farlo serve una politica capace di dare spazio ad un modello d’impresa come quello sociale, l’unico, capace di dare nell’immediato risposte lavorative e di giustizia sociale, per questo con l’iniziativa odierna vogliamo aprire la discussione per la costituzione di un consorzio di cooperative che sia in grado di offrire risposte immediate alla necessità di lavoro e servizi ai cittadini dei comuni della Valle Roveto.  Mentre Gino Scatena, sempre della cooperativa sociale Lybra, raccontando l’esperienza della cooperativa nel territorio ha raccontato le mille difficoltà e diffidenze  dovute alla scarsa conoscenza di questo tipo d’ impresa  e delle sue peculiarità,  ma anche dei tanti progetti fatti in questi tre anni, grazie ai quali si è riusciti a dare lavoro a circa 14 persone,  serve dice, una programmazione territoriale che guardi alla sostenibilità e allo sviluppo attraverso sinergie nuove e solidarietà. Mentre Gianni Maraviglia della cooperativa “La Paranza” del Rione Sanità di Napoli ha portato una testimonianza incredibile. Un racconto di concreta speranza in uno dei luoghi più difficili d’Italia, grazie ad un sacerdote Don Antonio Loffredo si è innescato un grande progetto di solidarietà e fratellanza, lavoro e futuro, diverse cooperative sono nate nel rione intono ad un progetto di valorizzazione delle Catacombe di San Gennaro da cui si è messo in moto un intero progetto di cooperazione che oggi da lavoro a decine di giovani, Maraviglia nel raccontare questa bella esperienza ha detto:  se siamo riusciti noi, nel Rione Sanità, potete farcela anche voi, abbiamo avute tante difficoltà, ha sottolineato, ma siamo andati avanti credendo che quanto facevamo e abbiamo fatto rappresenta il futuro per tanti ragazzi e per la nostra città e usando le parole di Don Antonio: bisogna opporre all’inevitabile, l’imprevedibile e l’imprevedibile, oggi siete voi, le vostre capacità la vostra energia. Amilcare D’Orsi invece ha raccontato l’esperienza delle cooperative di Morino, anche qui, buoni risultati che però non riescono a decollare appieno per un’atavica mancanza di cultura e conoscenza  delle potenzialità delle imprese cooperative da parte del pubblico e del privato, potenzialità dice D’Orsi che invece un territorio come la valle Roveto ricco di storia e con un’ambiente unico potrebbero rappresentare la vera leva per creare occupazione e competenze. Una sola nota stonata  – polemizza Bisegna – la bassa partecipazione della “politica” all’iniziativa è  segno della scarsa attenzione a questi temi, ma ancor più una scarsa conoscenza e cultura delle potenzialità del terzo settore. Quasi tutta la politica locale ha sempre visto le cooperative con l’occhio di chi, fa un pò di assistenza per poi avere un ritorno al momento del voto; non è così. Il Terzo settore di cui le coop sociali fanno parte possono rappresentare una grossa opportunità di occupazione per il territorio, al patto che vengano messe nelle condizioni di poter lavorare, e a patto che, la politica lungimirante sappia capirne l’importanza in termini sociali e il bene comune che da esse può nascere.  Oggi comunque ci pare di aver riscontrato nelle testimonianze dei presenti la volontà di andare avanti, l’obiettivo ora è lavorare a un consorzio di cooperative a breve ci rincontreremo e proveremo a mettere nero su bianco questo progetto.