News in tempo reale

Civita di Oricola, beatitudini e crisi la sfida di ogni cristiano. Ieri la santa messa

Oricola. Ognissanti, una ricorrenza che segna inesorabile l’avvio della stagione invernale è stato celebrato in una tiepida atmosfera primaverile. Un giorno festivo per riposarsi ma anche e soprattutto per riflettere e fare un punto sulla nostra vita e sulla fede. La Santa Messa delle ore 10 nella Parrocchia del S.Cuore presso Civita di Oricola è stata caratterizzata da una omelia di grande attualità e di profonda riflessione. Don Andrea De Foglio ha lanciato un messaggio intenso, che ha fatto ragionare su questa importante ricorrenza religiosa con i problemi di ogni giorno, ed in particolare con quelli che stiamo affrontando. “Vivere le beatitudini in questo tempo di crisi lavorativa – ha spiegato nell’omelia Don Andrea – è una sfida alta per ogni cristiano. “Beato chi ha sete della giustizia”: questa è la beatitudine che in questo tempo dobbiamo vivere. La sete di giustizia nel lavoro, nell’economia, nella società una sete che può essere estinta se il cristiano osa affrontare con carità chi ha il ???????????????????????????????“potere” di decidere se una persona può lavorare o no. In una zona industriale come quella di Oricola la dignità del lavoro è sacrosanta e chi siede negli scanni più alti della politica e del lavoro non può giocare con questa dignità fatta di uomini e donne che chiedono un lavoro per sopravvivere. Ecco: essere santi oggi assetati di giustizia è avere il coraggio di testimoniare Cristo davanti alle prepotenze di chi è affamato di potere.” Ai fedeli di questa ricorrenza è sicuramente entrato un forte messaggio; l’importanza di dover e saper coniugare la fede con i problemi del tempo, la quotidianità. Concetti che servono a far vivere una fede diversa, realista e non solo immaginaria o talvolta di circostanza. Questa sfida per ogni cristiano dunque va raccolta, e quindi affrontata e con spirito fraterno di solidarietà e di aiuto reciproco senza necessariamente dover pretendere o avere nulla in cambio. Daniele Imperiale