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Blitz dei carabinieri nei campi del Fucino, ispezionate aziende agricole e vecchi casolari

Avezzano. Ha impiegato al lavoro, nella propria azienda agricola del “Fucino”, due extracomunitari non in regola con la permanenza sul territorio nazionale: deferito alla Procura della Repubblica di Avezzano un imprenditore agricolo. Contestualmente i due extracomunitari, con permesso di soggiorno scaduto di validità da oltre 60 giorni, venivano deferiti per il reato di “clandestinità”. Il tutto accertato nell’ambito di un servizio di controllo straordinario del territorio che ha visto impegnate, in tutto il bacino del fucino oltre trenta militari della Compagnia Carabinieri di Avezzano, supportate da una Unità Cinofila Antidroga e con l’apporto specialistico dell’Ispettorato del lavoro di L’Aquila e di Ispettori INPS. Complessivamente nel corso del servizio sono state ben otto le persone deferite. L’attività è stata finalizzata al contrasto dell’immigrazione clandestina con specifico riferimento all’irregolare impiego di manodopera straniera all’interno delle aziende agricole del Fucino e alla verifica delle condizioni alloggiative degli extracomunitari. Proprio per questo, oltre alla ispezione di 3 aziende agricole si è proceduto al controllo di una quindicina di casolari e fabbricati rurali ed è proprio in tale contesto che sono state riscontrate violazioni anche di carattere penale. A San Benedetto dei Marsi tre cittadini extracomunitari di origine marocchina avevano abusivamente occupato un fabbricato rurale che versa, fra l’altro in precarie condizioni igienico sanitarie. Per tali motivi, oltre che per l’abusiva occupazione del casolare, uno dei tre extracomunitari veniva deferito per non aver ottemperato ad un decreto di espulsione già emesso, con un alias, nel 2008 mentre gli altri due venivano deferiti per il reato di “clandestinità” non essendo in regola per quanto concerne la permanenza sul territorio nazionale. A Lecce dei Marsi, poi, due operai edili abitanti in Roma ma che venivano trovati all’interno di un fabbricato posto alla periferia di detto centro, venivano deferiti per essersi abusivamente allacciati alla rete elettrica. A riguardo, per le precarie condizioni igienico sanitarie riscontrate si richiedeva il sopralluogo di sanitari dell’A.S.L. e di funzionari comunali che stanno provvedendo all’emanazione delle specifiche “ordinanze” di inagibilità dal punto di vista igienico sanitario. Fra l’altro, non risultava effettuata la “denuncia” per la cessione del fabbricato. I cinque extracomunitari, sopra menzionati, risultati non in regola per quanto riguarda la permanenza sul territorio nazionale sono stati segnalati alla Questura di L’Aquila per l’adozione dei relativi provvedimenti amministrativi. L’attività in argomento segue di pochi giorni quella analoga effettuata, in particolare nei comuni di Luco dei Marsi e di Celano, con l’apporto specialistico di Funzionari dell’Agenzia delle Entrate, finalizzata a verificare irregolarità, per quanto riguarda le abitazioni date in locazione a extracomunitari, circa la mancata registrazione di contratti di locazione o la discordanza tra i contratti stessi e quanto effettivamente pagato dagli inquilini.