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La vecchia psichiatria va in pensione, presentato ieri un nuovo modello di riabilitazione

Redazione Attualità di Redazione Attualità
1 Febbraio 2013
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Avezzano. La nuova psichiatria non è più quella del manicomio, cioè isolamento e angoscia, bensì quella incarnata dal sorriso di questi pazienti, oggi integrati nel lavoro e rinati grazie alla Asl e a tutte le istituzioni del territorio”. Così  il dottor Vittorio Sconci, Direttore Dipartimento Salute Mentale della Asl 1, ha commentato, questa mattina al Comune di Avezzano, la mostra fotografica itinerante (che ritrae i pazienti, ripresi anche in  video, in cui raccontano la loro emancipazione), mettendo in risalto gli eccezionali  risultati del progetto ‘Armonia’ della Asl, con cui i pazienti sono usciti dal ‘buio’ della malattia e sono stati recuperati con l’inserimento nel mondo del lavoro, pubblico e privato. Sconci, durante l’annunciata tavola rotonda, in un’affollata aula consiliare, presente il sindaco Giovanni Di Pangrazio, ha così illustrato, ringraziando tutte le istituzioni locali, il nuovo modello di recupero dei pazienti, elaborato dalla Asl n. 1 e gli straordinari  risultati del percorso di recupero dei soggetti affetti da handicap psichici gravi (che ha interessato, nell’ultimo decennio, complessivamente 90 persone) “La nuova psichiatria, e quindi il futuro dei pazienti, non appartiene più, come negli anni scorsi” ha aggiunto Sconci, “alle immagini macabre dei manicomi ma agli occhi pieni di speranza dei pazienti, oggi diventati parte attiva della nostra società insieme con le famiglie che, rispetto al passato, vivono con orgoglio la dimensione dei loro figli e
Vittorio Sconcinon più con vergogna”. “L’iniziativa Asl”, ha aggiunto Sconci, “è molto di più di un progetto ma un vero e proprio ‘fenomeno’ perché segna un cambiamento radicale nella cultura e nella società scavando nel profondo e  sconvolgendo i vecchi schemi su cui si reggeva, senza grandi risultati, la vecchia psichiatria. Noi, come Asl, insieme a Comuni, Comunità montane e altre istituzioni, siamo riusciti – e siamo un’eccezione a livello nazionale – a scardinare questo sistema desueto di cura e ad avviare un nuovo ‘umanesimo’, mettendo al centro la persona-utente con tutte le sue potenzialità”. Il sindaco di Avezzano, Di Pangrazio, da parte sua ha rivolto un plauso a tutti gli operatori Asl: “Questa iniziativa”, ha detto il sindaco, “è un vanto per tutto il nostro territorio e nasce sotto una profonda spinta interiore e di passione professionale di tutti coloro che hanno partecipato al progetto, soprattutto se si considera la delicatezza di queste problematiche”. Il dottor Angelo Gallese, Direttore Centro salute mentale Asl di Avezzano, ha illustrato il progetto di recupero. “Muove i passi”, ha detto, “dal 2000, grazie alla Asl che oggi ha portato i pazienti a un inserimento nel mondo del lavoro, privato e pubblico, tramite il progetto Armonia (per soggetti tra i 18 e i 45 anni) e, senza limiti anagrafici, anche con le borse-lavoro. Questi pazienti hanno lavorato e lavorano ancora oggi a 40 ore mensili, retribuiti, e hanno sviluppato contatti sociali, autostima grazie a un progetto che ha ‘saldato’ le risorse locali – enti e altro – col lavoro degli operatori Asl.” Contemporaneamente alla tavola rotonda, sempre in Comune, è stata allestita la mostra fotografica che racconta, con le foto di pazienti e medici Asl, nonché con video interviste, il percorso di riabilitazione psichiatrico. La mostra itinerante, iniziata a Sulmona (15 gennaio scorso), ha toccato Castel di Sangro (21 gennaio scorso) e dopo Avezzano, avrà come ultimo approdo L’Aquila (Palazzetto dei Nobili, 4, 5 e 6 Febbraio prossimi, per mostra fotografica e, 11 e 12 febbraio, con un convegno all’auditorium parco della musica). La mostra fotografica, ad Avezzano, si protrarrà fino a domani, venerdì 1 Febbraio (orario: 10.00-19.00).

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