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Cinture nere di Ju-Jitsu si sfidano davanti a un giudice in tribunale per l’acquisto di un tatami

Redazione Attualità di Redazione Attualità
6 Febbraio 2016
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Avezzao. Cinture nere di Ju-Jitsu si sfidano in tribunale per un tatami. Prima si erano trovati a imparare le varie azioni fondamentali per il Ju-Jitsu, poi, dopo qualche mesi, si sono ritrovati davanti a un giudice accompagnati dai loro avvocati. Questo è quanto accaduto tra due campioni dell’antica arte marziale dei Samurai che, piuttosto di regolare i conti con un incontro a suon di mosse e prese di arti marziali, si sono ritrovati a combattere una insolita battaglia giudiziaria per questione di compravendita legate al tatami. Si tratta dell’istruttore di Judo “4° Dan”, Silverio Spurio, di Avezzano e dell’aspirante allenatore “1° Dan”  Mario Ippoliti, di Magliano dei Marsi. I due sportivi, entrambi aderenti alla Federazione nazionale di Judo (Fijlkman), abituati a misurarsi proprio sul tatami (tappeto di gara),  stavolta si sono scontrati in Tribunale, dove ha avuto la meglio l’istruttore Silverio Spurio. Ha infatti visto accolte le proprie istruttore Silverio Spurio (2)ragioni dal giudice di pace Carla Cherubini, ottenendo un consistente risarcimento. L’istruttore, che in  passato è anche stato vicepresidente del settore Judo Abruzzo della Fijlkam, nonché attuale responsabile per la “Diversa bravura” (diversamente abili), si era rivolto al giudice perché  sosteneva di esser stato raggirato dal collega di arti marziali, proprio per l’acquisto di un tatami nuovo. L’avversario aveva dato così la propria disponibilità e si era impegnato a procurargliene uno, previa vendita del tatami dismesso. Ciò però a quanto pare non era mai avvenuto e l’istruttore si era ritrovato senza vecchio tatami, senza il suo acconto e senza il vecchio tappeto. Nel processo si sono avvicendati numerosi testimoni e tra questi anche altri esponenti del Ju-Jitsu marsicano.  Il tribunale di Avezzano alla fine ha riconosciuto il diritto dell’istruttore Spurio alla restituzione della somma di 620 euro che aveva versato per l’acquisto del tatami, nonché a percepire 1.200 euro ricavati da una ipotetica vendita del suo vecchio tatami, oltre agli interessi”. E’ stato anche riconosciuto il danno prodotto a Spurio “per la mancata fornitura del materiale necessario per l’attività sportiva” per altri  500 euro, oltre alle spese legali. Il campione di judo era difeso dagli avvocati  Salvatore Braghini e Renzo Lancia.

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