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#WeekEndLive: 20 anni senza Fabrizio De Andrè, al locale Ada Nurzia una serata per ricordare le sue canzoni

Tagliacozzo. Nuovo appuntamento con #WeekEndLive, la rubrica dedicata al weekend e all’intrattenimento del fine settimana nella Marsica.

Ricorrono domani i vent’anni della morte di Fabrizio De André. È una data importante e dolorosa per i tantissimi che hanno amato il cantautore genovese non solo per la genialità musicale e la poeticità dei suoi testi, ma anche per lo straordinario “patrimonio umano” che rappresenta la sua opera.

Esiste a Tagliacozzo uno zoccolo duro di appassionati cultori di questo patrimonio che già nel decennale molto si spese per onorare l’anniversario con una giornata di concerti a lui dedicati e che culminò con l’inaugurazione dell’”Agorà De André”, spazio verde a pochi passi dal municipio. Anche quest’anno, nella cittadina marsicana, presso il locale “Ada Nurzia”, in piazza dell’Obelisco, dalle 21, lo “zoccolo” si ritrova nel ricordo dell’autore di “Bocca di Rosa”, per una serata-concerto che ripercorrerà il prezioso repertorio di canzoni.

“Viaggio di canzoni tra debiti e crediti di Fabrizio De Andrè” è il titolo scelto per la serata. A spiegarne il senso è l’ideatore dell’iniziativa, il cantautore Andrea Buoninfante, che anche avrà l’ingrato compito di interpretare le canzoni in scaletta.

“Su Fabrizio De Andrè è stato detto e scritto di tutto“, racconta Buoninfante, “articoli, tesi di laurea, un‘infinità di libri. Tra tutti mi piace ricordare il filone che segue i suoi “furti”, cioè l’incredibile mole di canzoni, saggi, romanzi, poesie, suggestioni che De André avrebbe saccheggiato per scrivere i suoi brani. Esiste addirittura chi sostiene che di sue canzoni – che constino, cioè, di esclusiva “farina del suo sacco” – ce ne sarebbero meno di dieci. I seguaci di questa teoria hanno per lo più un intento provocatorio, ma partono da una verità indiscutibile. Pochi autori oltre a lui danno l’opportunità di mettere in mostra, attraverso ogni singolo album, le librerie di casa sua”.

“Ogni suo disco poteva esser letto, oltre che ascoltato, come un testo universitario”, continua il cantautore, “e un bravo lettore una scorsa alla bibliografia ce la dà… se ci metti pure che non sempre De Andrè citava proprio tutto, è la curiosità di chi ascolta che deve andare a scovare tutti i “debiti” dell’autore. Io con De Andrè ho conosciuto e imparato ad amare il suo grande maestro, Georges Brassens, Leonard Cohen, Bob Dylan, ma anche la letteratura medievale, Aristofane, Edgar Lee Master, Rebelais, la canzone francese e bretone, la letteratura sudamericana, il pensiero anarchico di Proudhon, Godwin e Tolstoj, l’individualismo di Stirner, perfino gli studi religiosi legati al primo cristianesimo”.

“E non voglio dimenticare l’occhio e l’approccio con cui De Andrè”, conclude Buoninfante, “ha raccontato gli ultimi e i diseredati d’ogni epoca, con ritratti mai agiografici e gonfi di pathos. Una carrellata di uomini e donne che non sono mai santi, ma nemmeno assassini, tutti accomunati dall’essere persone così così, proprio come ciascuno di noi. Insomma, non mi vergogno a dire che io a De Andrè gli debbo la vita che ho, fatta di tante letture e ascolti che non so in che percentuale avrei avuto senza di lui. In ciò, comunque, sono in ottima e ben nutrita compagnia. Alla fine, in debito sono io e chi come me lo ha amato; il bilancio dei suoi, di debiti, soprattutto se giudichiamo l’incredibile passione che circonda il suo ricordo, è più che pareggiato rispetto ai crediti.”

Con Buoninfante, tra i tavoli di Ada Nurzia, ci saranno la flautista Annamaria Lanciani, la pianista e cantante Arianna Gagliardi e il polistrumentista Paolo Amicucci che pure cura gli arrangiamenti. “È una formazione che mi onora e commuove”, continua Buoninfante, “tre giovani e bravi maestri, musicisti professionisti che hanno aderito con entusiasmo, oltre che con competenza, al progetto. Considerando che si tratta di ragazzi che erano piccolissimi quando morì De André e che è per il suo repertorio che ci tengono a partecipare, ci metto pure questo nel computo dei debiti che io personalmente continuo a contrarre col maestro genovese! L’idea è nata insieme a loro tre e proprio tra i tavoli di Ada Nurzia, un sentito grazie va dunque anche al suo gestore, Marco Gialloreti, che sta mettendo su un vero e proprio laboratorio artistico”.

Alle voci di Lucia Gargano e Angie Cabrera il compito di inframezzare i brani in scaletta con le tante suggestioni – i debiti deandreiani – che li animano. Ospite della serata è Mattia Ravioli, altro membro di quello “zoccolo duro” deandreiano a Tagliacozzo, che pure molto deve a De Andrè, che interverrà per dare il suo contributo al ricordo musicale.

L’appuntamento è dunque per domani in piazza dell’Obelisco: ci saranno non solo canzoni in memoria di uno dei più straordinari intellettuali del Novecento, un artista che, tra dare e avere, vanta un bilancio positivo col patrimonio culturale internazionale.

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