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Violenza su una minorenne nel sottopassaggio della stazione, un marocchino davanti al giudice

Avezzano. E’ accusato di violenza sessuale per aver aggredito nel sottopassaggio della stazione di Avezzano una minorenne nel sottopasso della stazione di Avezzano. L’imputato è finito davanti al collegio, presieduto dal giudice Zaira Secchi, e si tratta di un 38enne di nazionalità marocchina riconosciuto grazie a una foto segnaletica mostrata dalla polizia subito dopo l’episodio.

Secondo l’accusa e secondo quanto emerso nel corso del processo, lo straniero  avrebbe aggredito  la studentessa minorenne che stava tornando a casa dopo essere uscita dalla palestra. Tutto sarebbe avvenuto in pieno giorno nell’estate del 2018. Una volta a casa ha raccontato tutto ai genitori che con la ragazza hanno denunciato tutto agli agenti del commissariato di Avezzano.

Le indagini degli  agenti avevano  avviato le indagini coordinate dal sostituto procuratore della Repubblica di Avezzano Lara Seccacini. Il giovane era stato individuato  anche grazie ad alcune testimonianze e le indagini sono andate avanti per diversi mesi. Era stata disposta dall’autorità giudiziaria una perquisizione domiciliare al fine di individuare indizi utili a ricostruire l’accaduto.

Il tribunale ha ammesso le prove a carico dell’impuntato e nel corso dell’udienza è stato ascoltato un testimone, operatore di polizia giudiziaria che, all’epoca dei fatti, aveva raccolto la denuncia della ragazza e che si era occupato delle indagini. Secondo l’accusa, l’imputato avrebbe tastato il sedere alla giovane approfittando del fatto che nel sottopassaggio non fci fosse nessuno. Era il tardo pomeriggio del 16 luglio.

La ragazza aveva subito presentato denuncia raccontando tutta la scena e come fosse stata  palpeggiata dal giovane incrociato nel tunnel. Gli investigatori  erano riusciti così a identificarlo in breve tempo, anche grazie al racconto preciso della minorenne che ha riconosciuto l’aggressore da una foto. Il trentottenne di nazionalità marocchina è difeso dagli avvocati Luca e Pasquale Motta. La sentenza dovrebbe essere emessa dal collegio a marzo del prossimo anno se non ci saranno rinvii.

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