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Verdecchia lascia il Pd e scrive a Piacente e Zingaretti: comportamenti subdoli, coalizione al suicidio

Avezzano. Verdecchia spara a zero sul segretario regionale Fina e si sgancia dalle elezioni comunali e dal Pd. Le polemiche dei giorni scorsi sulle manovre del Partito democratico in vista del rinnovo del consiglio sono state seguite da una lettera al vetriolo che il candidato sindaco del Pd, Roberto Verdecchia, ha inviato al segretario provinciale, Francesco Piacente, e al segretario nazionale, Nicola Zingaretti, denunciando l’accaduto e lasciando di fatto la sua posizione.

“Egregio Signor Segretario Provinciale, con mio sommo rammarico provvedo a scriverti la presente nota, ma la ritengo opportuna e necessaria in quanto la posizione politica del PD locale in relazione alle prossime elezioni amministrative per il rinnovo della carica di sindaco nella città di Avezzano è sotto gli occhi di tutti e non c’è peggior cieco di chi non vuol vedere, né sordo di chi non vuol sentire”, ha commentato Verdecchia, “non faccio riferimento ad una riunione saltata o abilmente sabotata di lunedì passato, cercando il o i colpevoli, ma mi guardo attentamente intorno dove vedo interessi politici personali prevalere sulle ideologie, sulle disponibilità date e sul valore delle persone. Non farò dei nomi (se non uno solo), ma mi sembra chiaro che già ab initium qualcheduno ha remato contro il partito e parallelamente contro il sottoscritto, tentando di appoggiare altro candidato di una coalizione che non c’è mai stata in quanto non si è mai perfezionata.

Il nome è palese almeno per me ed anche per te, visto che sto parlando del Segretario Regionale, “tal” Michele Fina e non per puro caso lo sgretolamento del partito locale lo si deve anche a lui, non nuovo a tali comportamenti. –

Vedasi nel lontano passato la sua nomina ad assessore Provinciale nell’era dell’oggi Senatrice Pezzopane o nelle ultime elezioni comunali con “l’imposizione” del voto disgiunto per alcuni candidati consiglieri su un Sindaco diverso da quello in coalizione.

Ma non ti scrivo solo per questo, visto che è davanti agli occhi di tutti (solamente trenta o trentatre persone, imprenditori, politici locali, giornalisti e persone comuni) che mi hanno riportato analiticamente il fatto che il tal “Fina” brighi da svariato tempo con il suo sodale ex consigliere Provinciale per convogliare il partito ed il sottoscritto in una coalizione che ritengo a dir poco “suicida” e scarsamente condivisa da buona parte dei candidati.

Quindi non condividendo tale precostituito e subdolo comportamento da parte del Segretario Regionale, ritengo di non poter più aderire a tale progetto inerente la mia candidatura in prima persona o in seconda battuta su altro candidato di una fantomatica coalizione, per cui con la presente sono a formalizzare la mia uscita dal Partito Democratico con effetto immediato e da ogni sua carica ricoperta, per aderire a progetti meno ambiziosi a livello personale ma dettati da ragioni di sentimenti, e di cuore e soprattutto ancorate sul rispetto e sulla dignità delle persone, il tutto rimanendo sempre un uomo di sinistra moderata”.

Dura anche la lettera che Verdecchia ha inviato al segretario nazionale Zingaretti. “Per conoscenza vi comunico quanto avviene nella città di Avezzano all’interno della sezione del Partito Democratico, e ciò nella mia qualità sia di semplice iscritto allo stesso partito e sia quella di “presunto” ex candidato sindaco per il rinnovo dell’assise civica per le prossime elezione di settembre 2020 così come indicato in più assemblee del partito stesso”, ha scritto Verdecchia a Zingaretti, “lo spiacevole e squalificato episodio verificatosi per “mano militari” da parte del Segretario Regionale “tal” Michele Fina, ritengo debba farvi riflettere del perché il nostro partito in alcune parti geografiche della penisola non ha il rispetto dei consensi così come quelli nazionali.

Non chiedo provvedimenti nei confronti di costui, reo di non avere più del nulla, ma un’attenta riflessione da parte degli organismi superiori a riguardo delle persone che dovrebbero amministrare al meglio le dinamiche territoriali locali, visto che l’immobilismo e l’apporto causale ad oggi verso la costituzione di una lista è praticamente risultato zero porto zero.

Credetemi a me dispiace segnalare quanto avviene nella mia città, visto e considerato che la stessa è stata amministrata per 23 mesi e 10 giorni da un ex amministratore appartenente a Forza Italia e decaduto grazie alla sfiducia serbata l’08 giugno 2019 unitamente ad altri ben 13 consiglieri di cui due (2) appartenenti al nostro partito da cui siamo oramai in fuga ed ad oggi ancora commissariata dopo ben tredici mesi.

L’atto di dimissioni dal partito stesso e delle cariche ricoperte, costituisce una formale protesta verso chi non ha mai avuto relazioni con il territorio e soprattutto consensi elettorali, non avendo mai avuto il coraggio di candidarsi neanche all’interno del suo condominio”.

 

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