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Una messa per i cento anni della Clinica di Lorenzo, le parole del vescovo

E’ stata celebrata ieri mattina dal vescovo dei Marsi Monsignor Giovanni Massaro una Santa Messa di ringraziamento nella Cappellina della Clinica Di Lorenzo di Avezzano per i cento anni dalla sua fondazione. Un luogo che nell’arco di cento anni ha visto la celebrazione di tanti battesimi, ha ricordato le persone care che non ci sono più e non ha mai smesso di celebrare l’eucarestia per i propri pazienti, anche grazie alle Suore del Sacro Cuore di Gesù, sempre presenti.

E’ stata una celebrazione eucaristica molto semplice, sobria, familiare, alla quale ha partecipato la dottoressa Lucia Di Lorenzo con alcuni suoi familiari, accanto al vescovo, don Francesco Di Girolamo, che ha concelebrato e il diacono Valentino Nardone. L’occasione è stata propizia per ringraziare il Signore per il tanto bene operato in questi 100 anni all’interno della Clinica e per pregare per tutti gli ammalati e gli operatori sanitari.

Dalle parole del Vescovo nell’omelia:

“Oggi la Chiesa ci fa celebrare la memoria del Cuore Immacolato di Maria, dopo aver ieri sostato presso il cuore di Gesù, la Liturgia ci porta quest’oggi a Maria, sottolineando così l’unione profonda della Madre di Dio con il suo figlio di Gesù. La parola cuore ci dice amore. Tutti gli innamorati sanno che cuore è sinonimo di amore. Ed il cuore di Maria è un cuore carico di amore: amore verso Dio, amore verso il figlio Gesù, amore verso tutti i fratelli. Vogliamo chiedere che il nostro cuore sia simile al cuore di Maria. Quanto è importante, carissimi operatori sanitari, che il vostro cuore sia un cuore misericordioso e buono. Sono qui da pochi mesi, ho sempre sentito parlare molto bene di questa Clinica. Ed io per primo ho potuto sperimentare e vedere quanto siete umani, bravi, competenti e vicini ai pazienti. Tante volte il rischio è che negli operatori sanitari non manchi tanto la competenza, la professionalità quanto l’umanità, la cordialità. Quanto è importante che una persona ammalata ritrovi un infermiere cordiale, sorridente, amabile. Gli ammalati sono i nostri maestri di vita, sono loro che ci educano all’essenziale ed il tempo che noi trascorriamo con gli ammalati non è mai tempo perso. La sofferenza è occasione propizia per una vera e reale evangelizzazione, per trasmettere un Dio vicino a tutti, in particolare ai nostri fratelli e sorelle ammalati. Siete stati voi i veri evangelizzatori in questo tempo di pandemia. A tanti che mi chiedevano dove fosse Dio, nel tempo più buio della pandemia, io ho portato l’esempio di tanti medici, infermieri, operatori sanitari che non hanno esitato a farsi in quattro pur di andare in aiuto a tutti. In quella dedizione senza calcoli e senza misura, voi avete trasmesso l’amore di Dio. Preghiamo per il personale medico, perché il Signore dia a tutti quanti voi, che operate in questa Clinica, e a tutti gli operatori sanitari sparsi nel mondo, un cuore simile a quello della Vergine Maria affinché possiate trasmettere a tutti l’amore di Dio. Preghiamo per tutti i nostri fratelli ammalati perché possano sentirsi sostenuti dalla vicinanza e dall’amore di tutti gli operatori sanitari e della comunità cristiana”.