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Truffa ai cinesi, l’avvocato Paris prosciolto con altri due. Per lui resta l’accusa di calunnia e viene rinviato a giudizio

Avezzano. Si prescrive l’accusa di truffa per la  compravendita di una sala scommesse con presunta sparizione di una somma pari a 70mila euro. E’ l’esito del processo, che si è tenuto ieri davanti al tribunale di Avezzano,  a carico di  Gianni Paris, attuale presidente dell’Avezzano calcio (società totalmente estranea alla vicenda), e a carico dell’imprenditore Domenico Barbonetti e di una sua nipote, Elisa Tallerico. Tutti sono stati prosciolti dall’accusa di truffa per intervenuta prescrizione. Paris era indagato anche per il reato di infedele patrocinio, ma per questaaccusa è stato prosciolto  dal giudice Anna Carla Mastelli perché il fatto non sussiste. Per lui resta l’accusa di calunnia per la quale è stato rinvito a giudizio davanti al giudice del tribunale di Avezzano, Daria Lombardi, il 5 giugno del 2020, quando il reato sarà però già in prescrizione.

La sentenza emessa ha visto il non luogo a procedere per Barbonetti  e Tallerico  in relazione al reato di truffa aggravata, il non luogo a procedere nei confronti di Paris  in relazione al  patrocinio o consulenza infedele  perché il fatto non sussiste, e il rinvio a giudizio per Paris davanti al giudice del Tribunale penale monocratico Daria Lombardi  al 5 giugno  per il reato di calunnia.  Il pubblico ministero, Maurizio Maria Cerrato, aveva chiesto il non luogo a procedere per prescrizione per tutti e tre riguardo al riguardo al reato di truffa, e il rinvio a giudizio per i rimanenti reati nei confronti di Paris.

Le accuse nascevano da una denuncia presentata nel febbraio 2014 da una famiglia cinese residente ad Avezzano.
Secondo l’accusa, Barbonetti e Tallerico, rispettivamente amministratore di fatto e legale rappresentante di una società che gestiva una sala scommesse nella Marsica, si erano impossessati di 70mila euro, prima rata dell’intero prezzo pattuito (450mila euro), per la cessione dell’attività a una famiglia cinese, madre, padre e figlio. L’avvocato Paris, sempre stando all’accusa, era stato incaricato dalla famiglia cinese di curare gli aspetti legali della trattativa, ma secondo la tesi accusatoria aveva agito in collusione con Barbonetti e la Tallerico per portare a termine la truffa. Ieri sul reato è stata ufficializzata l’avvenuta prescrizione.

Paris ha parlato della “fine di un incubo”. “Quando finii sotto inchiesta”, ha dichiarato al Centro, “a causa dell’impatto mediatico che ne scaturì, fu l’inizio della fine per quanto riguarda la presidenza dell’Avezzano Calcio, che poi lasciai”. Da qualche giorno Paris è tornato alla guida della società sportiva. “Oggi, come volevasi dimostrare”, ha aggiunto, “alcun reato sostanziale è stato riconosciuto a mio carico. Non avevo mai ricevuto mandato dai cinesi e dalla società, ma avevo solo fatto da mediatore. La calunnia di cui sono accusato”, ha concluso, “è scaturita da una mia denuncia che in realtà era semplicemente una contro-denuncia, visto che ero stato a mia volta già precedentemente denunciato”. Barbonetti e Tallerico erano assistiti dagli avvocati Roberto Verdecchia e Antonio Pascale, mentre Paris dall’avvocato Gianluigi Filauri.

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