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Truffa a Inps e Inail nella Marsica, 40 persone rischiano il processo per false dichiarazioni

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Avezzano. Truffa a Inps e Inail nella Marsica, 40 persone rischiano il processo per false dichiarazioni. Si tratta di persone residenti nella Marsica che, secondo l’accusa, dichiaravano di avere crediti maturati nei confronti dello Stato al fine di defalcare tali somme dalle tasse da pagare.

In otto devono rispondere dell’accusa di associazione a delinquere finalizzata alla truffa e altre 32 di truffa ai danni dello Stato. La Procura di Avezzano, nei loro confronti, ha chiuso le indagini su episodi che partono dal 2009 e che sarebbero andati avanti per diversi anni. Sotto accusa Roberto Di Salvatore, Edmondo Crescenzi, Gianfranco Presutti, Ettore Ciaffone, Egidio Iacobucci, Domenico Luccitti, Manolo Locuratolo, Tonina Cardarelli, e poi Leo Di Loreto, Dario Di Loreto, Cesare Ciotti, Veronica Serban, Benedetto Di Maggio, Maria Fausta Verrecchia, Lucia Faenza, Sabrina Sciarrini, Umberto Sestini, Maurizio Cocco, Federica Olivieri, Fulvio Giovanni Maria Barbati, Ulisse Cesta, Alessandro Turri, Mimmo Di Giuseppe, Antonio Palerma, Luigina Venti, Massimo Simoncelli, Rita Morelli, Enrico Nuccilli, Natale Torri, Adolfo Galante, Gerardo Savino, Ciro Torlo, Giuseppe Comisso, Mohammed Javaid, Teresa Zaccaria, Sperone Sesan Oyekan, Giacomo Romano, Antonio Mennillo, Olesia Shpatar e Giancarlo Di Salvatore.

I primi otto devono rispondere anche di associazione a delinquere oltre che del reato di truffa. Secondo Maurizio Maria Cerrato, il sostituto procuratore della Repubblica, i primi avrebbero creato un’associazione a delinquere al fine di commettere una serie di illeciti ai danni dell’Erario, in particolare degli enti pubblici Inps e Inail. Il sistema scoperto dall’accusa funzionava grazie a delle compensazioni fra crediti di imposta falsi e debiti effettivamente maturati dalle imprese coinvolte. In questo modo, non potendo recuperare il denaro dallo Stato, avevano diritto a scalarli dalle tasse successive. Queste compensazioni, ritenute quindi illecite, andavano accreditate alle società da loro controllate. Infatti i finti crediti di imposta venivano portati a compensazioni, per un totale, secondo la Procura di Avezzano, di circa un milione di euro, per una quindicina di aziende coinvolte.

L’associazione, secondo l’accusa, era diretta e promossa da Roberto Di Salvatore, 73 anni, che agiva come legale rappresentante, gestore di fatto sia di imprese beneficiarie di queste compensazioni, sia di imprese che creavano fittizi crediti di imposta. Nel collegio difensivo i legali Franco Colucci, Antonio Milo, Luca e Pasquale Motta, Vincenzo Retico, Paolo Di Gravio, Paolo Frani, Gianluca Presutti e Moreno Di Cintio.