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Tribunale, scontro tra maggioranza e opposizione. De Angelis: fare allarmismo non giova a nessuno

Avezzano. “La salvezza del tribunale di Avezzano ha rappresentato e rappresenta una delle priorità della nostra amministrazione e, sin dall’insediamento, non abbiamo perso neanche un minuto, lavorando in stretto collegamento con il presidente del consiglio dell’Ordine degli avvocati Franco Colucci, tessendo in operoso silenzio una rete di contatti e collegamenti con il ministero di Giustizia e la presidenza del Consiglio dei Ministri, il cui fine è trovare una soluzione ben prima della scadenza della proroga concessa fino al 2020″. Questa la risposta del sindaco, Gabriele De Angelis, alle polemiche dei giorni scorsi da parte dell’opposizione sullo smantellamento del tribunale di Avezzano.

“Ulteriore proroga concessa – va ricordato – solo a causa del terremoto aquilano”, ha continuato il primo cittadino, “la preoccupazione riguardo all’organico dei magistrati c’è e al riguardo abbiamo già mosso con determinazione i passi necessari affinché si possa procedere ad un avvicendamento degli stessi che non pregiudichi in alcun modo il prezioso ruolo che il nostro presidio garantisce. Fare allarmismo, cercare un fatuo protagonismo su un tema così sensibile e sollevare polemiche non è di alcuna utilità, così come non lo è stato negli anni precedenti, in cui ai proclami non ha fatto seguito alcun atto concreto. Su una cosa, tuttavia, bisogna essere chiari e diretti: se la situazione è quella che è, lo si deve anche e soprattutto alla mancanza di incisività di chi ci ha preceduto. La campagna elettorale è finita e abbaiare alla luna non serve a nulla. Per quanto ci riguarda, percorreremo ogni ipotesi possibile e lo faremo al di là delle appartenenze politiche, facendo appello alla buona volontà di tutti coloro che hanno a cuore i problemi del nostro territorio. Non è un caso se abbiamo delegato il consigliere comunale di minoranza Leonardo Casciere, decano del foro di Avezzano, a rappresentarci nella recente riunione tenutasi a Roma per valutare, tra le altre cose, anche l’eventuale ricorso alla giustizia europea della CEDU, che privilegia il principio della giustizia di prossimità”.