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Treni cancellati e ritardi fino a 115 minuti, i pendolari infuriati “dobbiamo tornare a lavorare”

Avezzano. “Parte il treno per l’Abruzzo?”. “E noi che ne sappiamo?”. E’ questa una delle domande più frequenti che i pendolari marsicani negli ultimi giorni hanno rivolto agli addetti della biglietteria della stazione Tiburtina che, senza un minimo di tatto, hanno risposto di non saperne niente. E allora chi lo dovrebbe sapere? I pendolari che ogni giorno partono dall’Abruzzo e raggiungono la capitale per lavoro o per studio sono abbandonati a se stessi. Appesi alla speranza di vedere pubblicato su un pannello luminoso il numero del treno in partenza per l’Abruzzo i pendolari marsicani non ce la fanno più. “Bisogna tornare alla normalità”, hanno spiegato, “noi dobbiamo tornare al lavoro, ma qui la situazione va sempre peggio”. Dopo le odissee della scorsa settimana la situazione negli ultimi giorni non è migliorata. Molti i treni che hanno maturato ritardi fino a un’ora e mezza e molti quelli soppressi. Il disagio è anche la mancanza di informazione. “A noi nessuno dice niente”, hanno continuato i pendolari, “dobbiamo recarci sui binari della stazione Tiburtina dove generalmente partono i treni per l’Abruzzo e aspettare. E’ pazzesco”. Studenti e lavoratori marsicani ormai sono abituati ad aspettare sul binario e a cercare con cellulari e tablet informazioni sui siti di Trenitalia informazioni sul traffico ferroviario. “Ieri tre treni sono stati cancellati e gli altri hanno maturato ritardi da tre minuti a un’ora”, hanno concluso un gruppo di pendolari infuriati, “oggi non sappiamo come andrà. I vertici regionali devono fare qualcosa per porre fine a questi disagi, ci sono delle persone che rischiano il posto di lavoro. Noi non ce la facciamo più”.