News in tempo reale

Tomba di Perseo e strada romana invasi dai rifiuti, allarme del Wwf

Magliano. Il tratto della strada romana offesa di rifiuti odierni.
L’associazione wwf Marsica ha inviato una segnalazione al corpo forestale dello stato e al comune
di Magliano dei Marsi denunciando quello che quotidianamente si presenta agli occhi di chi
percorre l’antica Tiburtina Valeria nei pressi del suddetto comune nel tratto che incrocia la s.r. 578
all’altezza della tomba di Perseo fino a che la stessa incrocia la s.p. che congiunge cappelle dei
marsi con massa d’albe.
E’ triste e sconcertante dover continuaTomba di Perseore a convivere con il degrado ambientale e socio sanitario di
un territorio che invece di essere tutelato per il suo valore storico ed archeologico e’ continuamente
“offeso” dall’abbandono scellerato di ogni genere di rifiuti (compresi quelli pericolosi come le
lastre di eternit visibilmente frantumate) e dall’indifferenza di chi invece di denunciare e ripristinare
lo stato delle cose, preferisce chiudere gli occhi proseguendo nell’indifferenza.
In epoca romana a latere delle grandi vie di comunicazione si usava costruire mausolei atti ad essere
contemplati dai numerosi viaggiatori. Nella nostra epoca, invece, si disprezza il valore della
memoria che appartiene alla nostra terra e alla nostra cultura, utilizzando le antiche vie romane
come “deposito permanente” dei rifiuti prodotti da una società malata di consumismo e ignoranza.
Cosi’ Luigi Mammarella nel suo libro “La Tiburtina Valeria”, Adelmo Polla Editore, descrive il
tratto della strada romana offesa dai rifiuti odierni:
“abbandonata la zona dei due ponti (dopo Scurcola Marsicana), la via Valeria dirigeva
decisamente per la collina di Alba sulla quale ormai, a due miglia di distanza in linea d’aria, si
distinguevano mura ed edifici della citta’. La strada proseguiva in piano ancora per poco finche’, ai
limiti del territorio albense, iniziava la salita verso la collina urbana. Poco dopo il sepolcro di
Perseo confluiva da sinistra sulla via Valeria la via Equicolana e dopo mezzo miglio di dura salita
si entrava in città per la porta fellonica”.