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Tangenti Marsica, scagionato sostituto procuratore. Smentite le accuse di Capogna e di un altro testimone

Avezzano. E’ stata archiviata dal tribunale di Campobasso, competente territorialmente per i casi riguardanti magistrati di Avezzano, la posizione del sostituto procuratore coinvolto nell’inchiesta degli appalti con tangenti nella Marsica. Angelo Capogna, il grande accusatore, è stato invece accusato di tentata corruzione in atti giudiziari, così come un altro testimone. L’archiviazione è stata evidenziata ai giornali dal procuratore capo di Avezzano Andrea Padalino.

I fatti. Secondo le accuse emerse dalle testimonianze di Capogna, fatte davanti ai sostituti Maurizio Maria Cerrato e  Roberto Savelli, e di un’altra persona, ci sarebbero stati ripetuti contatti con il magistrato della procura di Avezzano finito sotto indagine circa due anni fa. Secondo il racconto sarebbero anche andati a prenderlo sotto casa con la macchina al fine di sistemare una pratica del Capogna per un procedimento in corso in cui doveva ottenere del denaro. I due avrebbero anche descritto diversi incontri, uno dei quali davanti al tribunale.

Le consegne. Capogna aveva raccontato di aver consegnato 12 mila euro, di cui 10 in assegno circolare, all’altro soggetto, affinché venissero dati al magistrato. Quest’ultimo avrebbe dovuto portare i processi a favore di Capogna corrompendo dei giudici. Tutto ciò si è rivelato totalmente infondato. Infatti il denaro in realtà non era destinato al magistrato e non è mai stato consegnato al magistrato. Probabilmente l’intermediario li ha tenuti per sé.

Alla fine, secondo il tribunale di Campobasso, tali accuse si sono rivelate infondate e la posizione del magistrato è stata archiviata, facendo scaturire invece l’accusa per Capogna e per l’altro soggetto.