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Studio del comportamento di Juan Carrito, da maggio 380 turni notturni per tecnici parco e carabinieri (VIDEO)

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Pescasseroli. Dal mese di maggio, i Guardiaparco, le biologhe e i veterinari del Parco, con i Carabinieri Forestali, sono impegnati in turni giornalieri per monitorare, anche grazie ad un collare GPS satellitare, gli spostamenti di Juan Carrito intervenendo in azioni di dissuasione laddove necessario e interventi di tutela della pubblica incolumità.

A comunicarlo è il Parco nazionale d’Abruzzo, Lazio e Molise sulla pagina social istituzionale, dove, con una campagna di comunicazione mirata, sono state creare delle storie “a puntate” che raccontano e spiegano, soprattutto, il lavoro dell’Ente per tutelare gli orsi e i cittadini. In questo caso si tratta di un orso confidente e anche “problematico”.

“In totale, dal 20 maggio ad oggi, sono stati svolti circa 380 turni notturni in 13 centri abitati diversi, il che ha significato per il personale del Parco e dei Carabinieri Forestali un impegno molto consistente che si è andato a sommare alle ordinarie attività di tutela e conservazione che non potevano di certo essere accantonate”, scrive il Pnalm.
Monitorare in questo modo JC è stato fondamentale per:
• salvaguardare il benessere dell’orso
• garantire la pubblica incolumità rassicurando le popolazioni residenti
• capire come e quando intervenire con la dissuasione
• prevenire l’avvicinamento all’interno dei centri abitati o allontanarlo dagli stessi
• seguire i suoi spostamenti su piccola e vasta scala
• osservare, analizzare e studiare il comportamento dell’orso
Cosa è successo da maggio a novembre?
Rispetto al comportamento di Juan Carrito, e all’effetto delle misure di dissuasione e prevenzione messe in atto, possiamo dividere l’analisi in due capitoli temporali: a far da spartiacque c’è il momento in cui l’orso ha iniziato a frequentare i centri abitati di Villalago e Roccaraso (AQ).
Da maggio a metà agosto
All’inizio gli spostamenti di JC si sono sostanzialmente concentrati tra la Valle del Giovenco (Carrito e Ortona) e alcuni centri della marsica fucense (Collarmele, Pescina, Cesoli). In questa fase l’animale ha da subito messo in mostra gli aspetti più critici del suo comportamento: nessuna reazione di fronte agli esseri umani e frequentazione dei centri abitati per alimentarsi a tutte le ore, senza distinzione del giorno e della notte. In alcuni casi, l’orso ha addirittura “riposato” in zone periferiche dei paesi (giardini o campi di ville abbandonate). In questo contesto molto critico, l’intervento del Parco e dei CF è stato tempestivo, con dissuasione sistematica e messa in sicurezza massiva di orti e pollai.
Lo sforzo è stato subito ripagato dai primi risultati ottenuti: alla fine di luglio Juan Carrito inizia a modificare significativamente il suo comportamento, riducendo di molto la frequenza di “utilizzo” dei centri abitati nelle ore diurne e iniziando a mostrare timore nei confronti dell’uomo. Di conseguenza sono aumentate le ore che l’animale passava in contesti naturali e quindi la composizione, in percentuale, delle risorse trofiche naturali di cui si cibava. A seguito di ripetute ed intense attività di dissuasione, l’orso iniziava ad interrompere anche per diversi giorni la frequentazione dei centri abitati, allontanandosi in altre zone salvo poi riprendere lo stesso comportamento in altre aree abitate.
Questi però sono stati i primi importanti risultati ottenuti dopo settimane di duro lavoro, unicamente svolto per salvare il futuro di questo orso…
(Continua…)

 

Nel video un’incursione di JC nell’ingresso di un’abitazione