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Studenti dell’IIS Ettore Majorana in udienza da papa Francesco

Avezzano. Una rappresentanza dell’IIS Ettore Majorana, formata da oltre cinquanta alunni accompagnati da otto docenti e dal dirigente scolastico, Anna Amanzi, ha partecipato all’udienza generale di Sua Santità papa Francesco, in piazza San Pietro, mercoledì 6 novembre 2013. La comitiva è partita di buon’ora alla volta di Roma, nella speranza di conquistare i posti migliori per avere un contatto quanto più possibile da vicino con il Santo Padre; ma la piazza era già gremita di gente, proveniente da tutte le parti del mondo, molto tempo prima dell’orario di inizio dell’udienza. La città eterna ha regalato ai nostri studenti, e alla moltitudine di pellegrini convenuti a San Pietro, una foto papagiornata splendida, quasi estiva e le ore trascorse in attesa dell’arrivo del papa si sono trasformate in un piacevole e caldo intrattenimento che è culminato con il suo passaggio proprio lungo il viale dove avevano trovato posto gli studenti  dell’IIS Majorana, che hanno potuto vivere così un breve, ma grande momento di intensità emotiva; uno di loro, con grande gioia, è riuscito perfino a stringere la mano al Pontefice che non ha risparmiato, come al solito, baci ai piccoli, abbracci ai malati, sorrisi e saluti a tutti.

Gli alunni, che avevano aderito con entusiasmo all’iniziativa, sono rimasti molto colpiti dalla capacità comunicativa del Santo Padre, che arriva dritta fino al cuore e, soprattutto, quando egli ha fatto riferimento al significato di “carità”. Durante l’udienza, infatti,  il Papa ha chiesto ai fedeli presenti in piazza San Pietro un atto di carità, sottolineando che non si sarebbe trattato di una raccolta in denaro, ma solo di una  preghiera, iniziata proprio lì, in quel momento, con la recita collettiva dell’Ave Maria, rivolta in particolar modo ad una bimba di 18 mesi, dal nome Noemi, affetta da una terribile malattia.

La partecipazione è stata intensa ed emozionante; il papa, a conclusione della sua udienza, ha invitato tutti  i presenti non essere troppo aridi, freddi e distaccati, ma a trasmettere ai nostri simili i sentimenti dell’amore e della carità. Il suono, dolce ma convincente, di queste parole ha accompagnato i giovani studenti nel loro viaggio di ritorno, insieme al ricordo di tutte le emozioni vissute in una bellissima e indimenticabile giornata.