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Storie di Successo #28 – Madama Oliva: da un piccolo paese vicino Roma alla conquista del mondo

In questa puntata di Storie di Successo conoscereno da vicino la storia di una delle aziende più rinomate della provicia dell'Aquila, leader nella lavorazione delle olive e derivati.

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Avere dei sogni è importante. Ad un certo punto della vita, arriva il momento dove devi avere la forza di tramutarli in realtà“. In queste poche parole si potrebbe riassumere la visione che ha ispirato Angelo Mancini, l’imprenditore che ha saputo trasformare una tradizione di famiglia in un business internazionale. Il filo conduttore? l’oliva, ovviamente! Questa puntata di Storie di Successo è infatti dedicata a Madama Oliva, un’azienda leader nella trasformazione e nel confezionamento delle olive da tavola e dei suoi derivati, che dallo stabilimento di Carsoli, al confine tra Lazio e Abruzzo, ha raggiunto i  mercati di 5 continenti, con clienti in ben 50 paesi del mondo.

Questa storia Angelo ce l’ha nel DNA. Tutto inizia a Castel Madama, vicino Tivoli, paese rinomato per la produzione di olive di qualità. Qui la famiglia di Angelo vendeva il prodotto solo sul mercato romano, ma lui, che nella qualità di quelle olive aveva intravisto un bene prezioso da esportare in Italia e nel mondo, decise di fare il salto e passare da un’attività familiare ad un approccio industriale.

Nel 1989, sfruttando finanziamenti e agevolazioni fiscali della Cassa del Mezzogiorno, decide di fondare lo stabilimento a Carsoli, dove ancora oggi si svolge tutta la produzione (ma a breve arriverà un nuovo nucleo produttivo di ben 6.000 metri quadri, con nuovi macchinari che consentiranno un’ulteriore espansione). Come tutti gli emigranti (anche se qui lo spostamento era di pochi km) si porta dietro il nome del paese di origine ed ecco che nasce il marchio Madama Oliva.

I primi anni sono duri. Ma Angelo è testardo e continua a credere nel suo sogno. Dopo sei anni il primo bilancio in attivo e da lì poi una progressione inarrestabile. A fianco di Angelo sono entrati Antonio e Sabrina, i suoi figli, che hanno saputo dare nuovo impulso e visione moderna all’attività, sempre con lo stesso obiettivo: diffondere la cultura dell’oliva in giro per il mondo.

Ecco, allora, che la semplice lavorazione delle olive in un’azienda che inizialmente faceva fronte a una distribuzione locale, come quella del carsolano e del mercato romano, si è convertita in un marchio internazionale che oggi si occupa di trasformazione di olive, realizzazione di pestati e paté di olive, lupini e snack vegetali e biologici.

Sono prodotti rigorosamente freschi, provenienti direttamente dai migliori luoghi di produzione, in tutta Italia, come la Itrana del Lazio o la Nocellara del Belice siciliana. Acquistati nel momento della produzione, vengono portati nei magazzini dove si avvia il processo di lavorazione che prevede prima di tutto controllo e puliziaUn metal detector individua ed elimina eventuali residui estranei al dna dell’oliva, senza stress termici e senza alterare caratteristiche del prodotto. Il tutto viene poi stoccato nei magazzini pronto alle successive fasi di lavorazione.

Un valore irrinunciabile su cui Madama Oliva ha sempre puntato è quello della trasparenza. E’ uno degli aspetti più importanti per creare un rapporto concreto e di fiducia con le persone, e questo l’azienda lo ha coltivato garantendo sempre il massimo della chiarezza sulle informazioni circa la provenienza, gli ingredienti, la lavorazione di ogni singola proposta.

Negli ultimi anni, inoltre, è stata data notevole attenzione all’impegno sociale, attraverso la promozione di campagne di sensibilizzazione a scuola sull’healthy food, facendo leva sulla produzione bio e i nuovi formati che garantiscono un prodotto genuino in conformità con una sana alimentazione.

Oggi Angelo è un imprenditore realizzato, con la stessa energia di sempre e con una visione chiara. “Il padre padrone va bene all’inizio, fino ad un certo punto. Poi bisogna fare spazio e saper delegare. Io oggi mi occupo solo di aspetti finanziari, e sono i miei due figli che mandano avanti l’azienda“, ci ha raccontato.

La dote principale di un imprenditore è, a mio avviso, quella di saper vendere agli altri il proprio sogno“, continua.

Quando andavo a proporre il mio prodotto sui difficili mercati del Nord Italia, vedevano la mia determinazione, vedevano che io ci credevo, e si dicevano questo va aiutato! Questa visione ho cercato di trasferirla ai miei figli e ai miei dipendenti, con i quali ho sempre cercato di pormi come uno di famiglia, e non il padrone. Tra diretti e indiretti diamo lavoro a circa 180 persone ed è una cosa di cui vado orgoglioso“.

Se il sogno continua? Certamente! spero di crescere ancora e di lasciare dietro di me un segno importante, come hanno fatto le grandi famiglie dell’imprenditoria italiana. Con un insegnamento che mi piacerebbe potesse valere per tutti: bisogna sorridere al mondo!