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Storie di successo #27, Agriverde: quando la vite diventa vita

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Di-carloEra il 1830 quando la famiglia Di Carlo iniziò concretamente a produrre e commercializzare vino e olio …oggi lo testimonia la passione per la terra e per i suoi frutti che hanno portato Giannicola Di Carlo a fondare “Agriverde” e a produrre “dal 1991” vini  biologici che vengono commercializzati in più di 20 paesi al mondo.

Entrando in casa “Agriverde” si viene subito accolti da una struttura dal fascino antico ma dall’animo moderno. Giannicola Di Carlo è innamorato del suo lavoro, del suo vino e dalla sua “casa” che apre con passione per accogliere ospiti e coccolarli con i frutti della sua terra.

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Dal 1830 siamo una famiglia di produttori avvezzi al lavoro ben fatto”, ci racconta con soddisfazione, “al lavoro manuale, a volte maniacale, consci che la perfezione non esiste, sempre legati al territorio e al rispetto dell’ambiente! Ci sentiamo artigiani del vino; di padre in figlio abbiamo affrontato le sfide, momenti difficili ma anche successi. Il tutto facendo tesoro degli avvenimenti del nostro passato. Abbiamo così superato molti ostacoli e continueremo ad affrontare al meglio le sfide del futuro”.

Cosa dice ai suoi figli ?

“Di approfondire gli studi, li invito a non accontentarsi, a seguire le proprie inclinazioni e passioni con umiltà, determinazione e costanza! Se fosse possibile”, racconta, “ai miei figli e ai giovani gli farei vivere alcuni momenti di vita che hanno vissuto le nostre passate generazioni: sarebbe la migliore esperienza e università per la loro vita”.

La vita all’interno del Relais del Vino scorre lenta, avvolta da un fascino della struttura in legno e vetro che cattura subito l’attenzione dei visitatori. Tutto intorno c’è il verde e c’è la storia di questa azienda che non smette mai di stupire.

di-carlo-agriverde“A volte noi produttori – imprenditori – artigiani siamo specializzati del niente, ma sappiamo fare un pò di tutto”, afferma ironico Di Carlo, “oggi questo aspetto a mio avviso gioca un ruolo fondamentale per chi intende intraprendere la gestione di un’azienda agraria o vitivinicola. Oggi più che mai essere imprenditori significa possedere una sana incoscienza, significa saper governare il proprio destino consci della propria imperfezione ma anche di una sana pazzia – rispetto sia ai cicli vitali della natura sia a quelli più imprevedibili della burocrazia, della fiscalità e del sistema finanziario globale”.

Camminando all’interno di Agriverde si viene rapiti dall’allestimento di una parete che farebbe gola a tutti. Una sorta di medagliere dove viene conservata una bottiglia di ogni vino prodotto dall’azienda. Guardandolo ci si rende conto sia dell’evoluzione di Agriverde, sia dell’attenzione meticolosa che G. Di Carlo e la sua famiglia hanno per le loro produzioni.

“Con le nostre produzioni dai vigneti al vino abbiamo instaurato un ruolo di sana e vera complicità continuativa”, precisa Di Carlo, “cerchiamo di fare vini carichi di quella energia vitale che solo la natura sa contaminare”.

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Perché in fondo il vino è un prodotto vivo, figlio del luogo, della stagione e della cultura; è la sintesi perfetta del rapporto tra l’uomo e la natura, tra l’uomo ed un luogo esatto; è la possibilità di tradurre dei limiti in pregi, di interpretare un territorio attraverso la conoscenza e il rispetto della natura.

La famiglia Di Carlo è sempre in evoluzione, non solo per promuovere le produzioni ma anche per avviare nuovi progetti come “Vigna Madre”(www.vignamadre.it) un progetto avviato dal 2012 da Federico e Daniele Di Carlo oggi in sinergia con altri produttori d’Italia.

Giannicola insieme ai suoi figli si è voluto “impegnare anche in questa sfida, il clima cambia e noi siamo andati alla ricerca di territori e di produzioni che potessero anch’esse rappresentarci in etichetta. Ma soprattutto alla ricerca di partner, imprenditori veri e appassionati, etici e rispettosi verso l’ambiente con cui poter condividere la nostra stessa filosofia produttiva.

Anche la nostra squadra composta da agronomi, geologi, entomologi, enologi è intrisa oltre che di professionalità anche di una forte dose di  coerenza rispetto al proprio incarico con l’obbiettivo di voler racchiudere in ogni nostra bottiglia l’emozione di quel territorio “liquido” di appartenenza”.

E’ stato un anno difficile pieno di incertezze e di paure. Ora abbiamo davanti un anno nuovo e delle nuove sfide da vincere.

di-carlo-agriverdeCosa farà Agriverde?

“Ci siamo lasciati finalmente alle spalle il 2020, forse uno degli anni più difficili dal dopoguerra, che ci ha insegnato che nulla è scontato e che bisogna essere sempre pronti alle sfide, al rinnovamento e al cambiamento”, conclude Di Carlo, “nel nostro caso non sono mancate le difficoltà produttive, difficoltà commerciali, ma poteva andare anche peggio. Siamo stati vicini ai nostri clienti, abbiamo consolidato i rapporti commerciali e ci siamo approcciati verso nuovi canali di vendita che prima non avevamo. Sul mondo Horeca, per esempio, abbiamo avuto pesanti perdite di fatturato ma restiamo fiduciosi di poter recuperare ma non prima del secondo semestre 2021 per cui dobbiamo essere pronti ed efficienti in tutto quello che facciamo”.

agriverde“Nel 2020 non ci siamo mai fermati e non intendiamo arrenderci ora,  l’unica strada è cercare di anticipare e programmare al meglio il nostro futuro. Il mercato è saturo e stagnante per questo nel 2021 andremo a esplorare nuove praterie alla ricerca di nuovi partner che desiderano condividere le nostre nuove strategie commerciali e i nostri ideali produttivi, andremo così a rafforzare la nostra identità aziendale e la connotazione Premium del marchio  Agriverde.

I claim di Agriverde, “vini superiori secondo natura” e “…la qualità nel rispetto dell’ambiente”, sono quanto mai appropriati e attuali, in linea con le aspettative anche dei nuovi wine lovers. Sono prodotti attraverso i quali la famiglia Di Carlo intende far percepire il lavoro, la passione e il grande rispetto per la terra e per il consumatore finale .

Il settore del vino è molto concorrenziale, ma con le giuste idee, la corretta pianificazione e facendo squadra si può crescere anche nei momenti più difficili. Agriverde ci sta provando. Perché, come dice Giannicola, “uniti possiamo essere piú forti e possiamo ricostruire un futuro migliore per tutti!”.

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