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Stop dei servizi all’Umberto I di Tagliacozzo per assenza del medico chirurgico. Tordera: nessun disagio

Giorgia D'Ascanio 12 gennaio 2018
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Tagliacozzo. Stop dei servizi all’affollatissimo ambulatorio chirurgico dell’ospedale Umberto I rimasto senza medico chirurgo. Il dottor Settimio Andreetti è andato in pensione ma non è entrato ancora in servizio un sostituto. Il servizio viene svolto due volte a settimana e l’utenza arriva da diverse zone del territorio, non solo marsicano, ma anche dal reatino. Dalla Asl sono corsi ai ripari visto che è stato nominato un nuovo chirurgo. “Da sabato”, hanno fatto sapere dall’azienda, “sarà in servizio”. Il problema dell’interruzione del servizio era stato segnalato già nei giorni scorsi. “All’ambulatorio di chirurgia di Tagliacozzo”, ha però annunciato il direttore generale della Asl, Rinaldo Tordera, “non  ci sarà alcun disagio poiché il medico che andrà in pensione, già da sabato prossimo, verrà sostituito da un altro collega, già designato da questa direzione”. A preoccupare anche l’imminente pensionamento del reumatologo Mauro Ranieri. Anche in questo caso l’importante servizio potrebbe essere a rischio.

Tagliacozzo, infatti, oltre a essere un centro di eccellenza nazionale per la cardiologia riabilitativa e un punto di riferimento territoriale e regionale per la riabilitazione, è un centro importante per quanto riguarda l’artrosi dell’anca e  le infiltrazioni ultraprecise con l’ecoguida con utenti anche da Cagliari. Lo specialista, grazie all’ecografo, vede in tempo reale le manovre dell’ago compiute dalla sua mano e il liquido iniettato nell’anca per curare l’artrosi. Niente trattamenti alla  cieca, come si usa comunemente nella tecnica tradizionale, e totale sicurezza nella somministrazione dell’acido acido ialuronico (sostanza che lubrifica e protegge le cartilagini) all’interno dell’anca. L’ospedale di Tagliacozzo, nell’ambulatorio di reumatologia, diretto dal dottore  Mauro Ranieri, è l’unico in Regione a praticare da anni la cosiddetta tecnica dell’infiltrazione  eco-guidata per l’artrosi all’anca. Un centro che, dopo 7 anni di esperienza, incrementa sempre più il numero di pazienti da altre regioni (alcuni persino dalla Sardegna) e Asl abruzzesi.  Ogni anno 500 trattamenti con questa nuova metodica, con ampio flusso di utenti (30%) da Sora, Frosinone, Latina e reatino  e, per l’Abruzzo, soprattutto da Giulianova e Teramo.  Per tale motivo si spera che venga già da ora predisposto un percorso di prosecuzione.


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