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#SpazioPolitica incontra il sindaco Berardinetti: vi racconto 20 anni di Sante Marie tra cambiamenti, innovazioni e traguardi

Sante Marie. Circondato da sentieri, boschi, grotte e caverne, il Comune di Sante Marie è inserito in un contesto naturalistico che fa da calamita per i turisti provenienti da tutta Italia e non solo. Appartenente al club dei Borghi Autentici d’Italia e dell’associazione nazionale Città del Castagno, il paese ha una lunga storia alle spalle da raccontare e un ampio patrimonio artistico da mostrare ai visitatori.

La redazione di MarsicaLive ha incontrato il primo cittadino del borgo, Lorenzo Berardinetti che, in seguito alla sua lunga esperienza da sindaco, ha raccontato come Sante Marie è cambiata durante il corso degli anni.

Quanto è difficile oggi amministrare un Comune che si vede erogare dallo Stato sempre meno finanziamenti ma al tempo stesso deve provvedere a rispondere all’aumento delle esigenze nel campo delle offerte dei servizi?

Posso garantire che oggi amministrare un Comune è molto più difficile rispetto al passato. Ho alle spalle più di 20 anni di esperienza. Dal 1991 fino al 2003 i sindaci avevano competenze diverse e diversi erano i finanziamenti che venivano erogati da parte dello Stato. Fino al 1996/97, ad esempio, i Comuni al di sotto dei 5mila abitanti ricevevano 100milioni di euro ogni anno, con i quali io ricordo di aver comprato una spazzatrice e un camion Bremach che ancora oggi è ancora operativo. Ora è tutto più complesso, anche in seguito alla rimozione del Comitato Regionale di Controllo che aveva funzioni di controllo sugli atti dei Comuni e dava una maggiore garanzia rispetto all’odierna totale autonomia.

La scelta nel ’97 di avere un impianto e mettersi a disposizione di un consorzio come Segen era un introito non indifferente. Sante Marie incassava 230mila euro l’anno che non erano pochi per un Comune che presenta un numero di abitanti non troppo elevato. Ciò ci permetteva da una parte di abbattere i costi per quanto riguarda il pagamento della tassa Tarsu verso i cittadini e dall’altra di dedicarsi a infrastrutture e opere pubbliche.  L’impianto chiuso 5 anni fa ha avuto una negativa ripercussione nei confronti degli abitanti del Comune perché siamo stati costretti ad aumentare l’immondizia per coprire al 100% il costo. Segen oggi sta rifacendo un impianto di trattamento dei rifiuti; le nostre attività sono rivolte all’abbattimento dei costi della Tarsu così da andare incontro alle esigenze di tutti i cittadini.

Nonostante ciò, il programma che avevamo stilato per Sante Marie è stato completamente rispettato e durante tutti questi anni sono stati messi in campo importanti progetti. Naturalmente sono stati eseguiti numerosi interventi nel campo delle opere pubbliche, dalla manutenzione delle strade nelle varie frazioni alla pubblica illuminazione, dalle operazioni contro i dissesti idrogeologici alla riqualificazione urbanistica del centro storico. Ci siamo concentrati anche sulla messa in sicurezza della scuola: 6 anni fa a Sante Marie solo 22 bambini erano iscritti, così abbiamo pensato di attuare il tempo pieno che ha permesso di salvare la scuola. Da Tagliacozzo oggi 75 bambini vengono accolti in una struttura d’eccellenza, sicura e all’avanguardia.

Sante Marie sta puntando molto sul turismo verde anche grazie alla riserva di Grotta di Luppa. Come pensate di valorizzare anche in futuro questa importante risorsa?

Abbiamo da sempre lottato per l’istituzione della riserva naturale Grotta di Luppa. Finalmente nel 2005 è stata ultimata la pratica da parte della Regione. 420 ettari in cui abbiamo cercato di mettere insieme sia la tutela del territorio sia l’introduzione di una realtà sportiva. Abbiamo infatti istallato 20 arrampicate su una falesia e ci sono massi boulder che permetteranno di realizzare il cosiddetto bouldering: una popolare attività di arrampicata su massi nata intorno agli anni settanta di cui faremo a breve una inaugurazione. Inoltre, si organizzano visite guidate all’interno della grotta.

Tre anni fa è nato il cammino dei Briganti, una fortunata intuizione che sta portando turisti appassionati delle montagne da tutta Europa a scoprire Sante Marie e i borghi limitrofi. Quali benefici sta portando ciò al paese e come lo sta facendo crescere?

Il più grande traguardo in fatto di turismo verde lo abbiamo raggiunto con il Cammino dei Briganti. Siamo riusciti a coinvolgere un numero altissimo di visitatori italiani e non. Il Cammino, infatti, è stato inaugurato il 21 giugno 2016 e fino a oggi siamo arrivati a 15mila presenze (partenza e arrivo a Sante Marie).

Grazie a ciò si è sviluppato una microimpresa: la costruzione di B&B, bar e attività di trasporto ha dato possibilità occupazionali ad alcuni giovani presenti sul territorio. Possiamo dire di aver portato un pizzico del trend del famoso Cammino di Santiago di Compostela a Sante Marie.

L’accoglienza è la caratteristica che ci viene più attribuita. La maggior parte dei turisti viene dal centro-nord e rimane colpita, oltre che dal paesaggio, dalle persone che incontra. I visitatori vengono coccolati: si offre loro un caffè, si raccontano tradizioni etc.  Sia con il cammino dei Briganti che con la Grotta di Luppa, si sta arrivando allo sviluppo dei prodotti locali. Tutti possono infatti partecipare alla vendita di tartufi, oli e altri alimenti all’interno di queste importanti vetrine turistiche.

Il mondo dell’associazionismo, laico e cattolico, è un punto fermo per la vitalità di un paese. In che modo lo sostenete e come contribuisce ad arricchire la quotidianità di Sante Marie?

Ogni frazione di Sante Marie ha la Pro Loco che organizza i propri eventi e altre associazioni che danno il loro contributo. Ci siamo differenziati da sempre perché il numero di manifestazioni che vengono realizzate è alto. Abbiamo ad esempio la sagra del fungo porcino (Castelvecchio), la sagra dei vicoli e piazzette (Scanzano), la festa dei Canistri, con rappresentazione dei matrimoni di una volta. Ultime ma non per importanza: la sagra della castagna e la cicloturistica che ha fatto registrare a Sante Marie la presenza di ben 1.200 ciclisti.

L’associazionismo di Sante Marie va dalle Pro Loco, agli Alpini, all’Avis, alla Caritas parrocchiale e la Protezione civile. L’amministrazione collabora con loro, sempre tendendo conto delle scarse risorse finanziere. L’associazione più completa è la Commissione delle pari opportunità. Nei vari anni tutte le attività realizzate sono state rivolte al sociale. Dalla raccolta fondi per la ricerca sul cancro alla sfilata degli abiti da sposa e molto altro ancora. Una delle ultime iniziative a cui hanno collaborato è quella per la raccolta fondi del concerto Ail che organizziamo dal 1997. Collaborando tra loro queste associazione riescono a dare risposte ai vari bisogni sociali.

Quali sono i progetti per il futuro?

Lavoreremo sicuramente per migliorare la ricettività: i turisti sono talmente tanti che si andrà a creare una cooperativa di comunità del Comune, costituendo un albergo diffuso con persone che metteranno a disposizione la propria casa. Inoltre, a ottobre organizzeremo la prima festa nazionale dei borghi della letteratura, che contribuirà a valorizzare anche l’importante museo sul Brigantaggio e l’Unità d’Italia presente a Sante Marie.

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