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#SpazioPolitica a Lecce nei Marsi, il sindaco: pronti a voltare le spalle al Fucino e guardare verso la montagna

Lecce nei Marsi. Situato sul versante sud-sud est della piana del Fucino, il Comune di Lecce nei Marsi rappresenta una della porte del parco nazionale d’Abruzzo, Lazio e Molise. #SpazioPolitica ha incontrato il primo cittadino Gianluca De Angelis, per andare alla scoperta dei tratti più distintivi di un territorio collocato nel cuore della nostra Marsica.

Il 6 e 7 maggio 2012 i cittadini di Lecce nei Marsi si sono recati alle urne per le elezioni comunali, nelle quali lei è stato eletto sindaco per poi essere riconfermato primo cittadino l’11 giugno 2017. In questi anni, durante i quali è stato a stretto contratto con il suo territorio, quali sono stati i progetti più importanti portati a termine e quali, invece, quelli ancora da realizzare?

Per quanto riguarda il primo mandato – 2012/2017 – abbiamo rimesso in sesto tutte le strutture comunali che avevamo ereditato in condizioni non ottimali, parliamo sia dei locali che ospitano il centro anziani che quelli in cui opera la sezione degli Alpini. Siamo poi intervenuti sulla piscina comunale, che era rimasta chiusa per molto tempo, e sul centro sportivo. Ed è proprio qui che abbiamo posto e continueremo a porre una maggiore attenzione: abbiamo già, infatti, provveduto al rifacimento di un campo da calcetto e uno da tennis con spogliatoi inclusi. Ciò che rimane da sistemare è il campo da calcio, sul quale stiamo però lavorando. Anche il parco giochi è stato reso migliore grazie all’installazione di una nuova pavimentazione e la collocazione di nuove strutture ludiche. Abbiamo cercato quindi di rendere ottimali questi spazi, che rappresentano luoghi di aggregazione e aree in cui è la socializzazione a fare da protagonista. Curiamo molto questo aspetto perché ci piacerebbe rendere il nostro territorio, sia per i cittadini che per i turisti, un luogo in cui riescano a sentirsi ben accolti e coccolati.

Stiamo lavorando, inoltre, sulle eccezionali bellezze naturalistiche che si trovano in questa area, con una faggeta vetusta riconosciuta come patrimonio dell’Unesco. Abbiamo da poco firmato un protocollo d’intesa con il Parco Nazionale d’Abruzzo e con lo Csen di Roma, per la proposizione di un progetto europeo a fondi diretti riguardante gli sport che si praticheranno all’interno delle aree protette, ovvero, i cosiddetti sport ecosostenibili.

Il nostro obiettivo, in definitiva, è quello di voltare le spalle al Fucino e guardare verso la montagna. Dobbiamo infatti dare un indirizzo a Lecce nei Marsi: non siamo un paese a vocazione agricola e vogliamo quindi creare una economia che guardi verso la montagna, verso il turismo e verso il parco nazionale d’Abruzzo. Quest’ultimo deve essere inteso non come restrizione bensì come vero e proprio trampolino di lancio.

Per ciò che riguarda quest’ultimo mandato, invece, uno dei progetti più significativi è il rifacimento della scuola materna, grazie a un finanziamento di circa 780mila euro. Abbiamo già terminato il primo lotto e in questi giorni dovrebbe essere pubblicata la gara per il completamento dei lavori. Abbiamo demolito l’esistente struttura per realizzarne una completamente nuova, ricca di tutti i comfort e, soprattutto, al passo con i tempi.

Nel 2019, inoltre, faremo un grande intervento relativo al rifacimento degli asfalti per oltre 200mila euro. In più, per quanto riguarda la palestra comunale, attualmente adibita sia come palestra per le scuole che come luogo in cui si svolgono attività pomeridiane e serali di varie associazione locali, sarà effettuato un intervento per la messa in sicurezza (bagni, pavimentazione, pittura). Oltre agli asfalti, ci occuperemo del rifacimento dei marciapiedi di via Fonte, via del Serbatoio e via Giuseppe Romita. Lo scopo principale è quindi quello di mantenere l’arredo urbano ottimale. Nel 2019 tutte queste opere che sono iniziate lo scorso anno verranno portate  a termine e daranno i propri frutti.

Quanto vi sentite messi a dura prova a causa della costante presenza degli orsi?

E’ da un po’ di anni che il nostro paese è caratterizzato dalla costante presenza dell’orso. Per cercare di risolvere i danni causati dalle incursioni nei pollai di quest’ultimo, abbiamo firmato un protocollo d’intesa con il parco nazionale d’Abruzzo per la fornitura di pollai anti orso e siamo quindi riusciti a metterli in sicurezza.

La presenza dell’orso, anche di sera, non è considerata ora come ora un pericolo e neanche un episodio peculiare. I cittadini, infatti, sono oramai abituati all’idea del quadrupede che attraversa la strada. Ma per arrivare a ciò abbiamo dovuto lavorare molto con la popolazione organizzando incontri pubblici, conferenze con gli esperti del Parco, ed emissioni di diverse ordinanze che ne vietassero l’avvicinamento. La popolazione ha capito con il tempo che siamo un paese del parco nazionale d’Abruzzo e dobbiamo convivere anche con questo. Prima del 2012 il parco veniva visto come una restrizione, come un qualcosa di lontano. Ora, invece, le cose stanno cambiando.

A Lecce nei Marsi è numerosa la presenza di famiglie extracomunitarie. Come siete riusciti a far convivere le diverse etnie e favorirne l’integrazione?

E’ vero, a Lecce nei Marsi c’è un alto numero di extracomunitari. L’integrazione per noi è partita dalla scuola. I bambini devono capire che i compagni di una diversa razza non sono assolutamente diversi ma si trovano qui per ovvi motivi. Cerchiamo di far ragionare soprattutto i piccoli su questi temi oggi più complessi, lavorando anche insieme ad altri Comuni come Gioia dei Marsi e Ortucchio e attraverso progetti di inclusioni. Suggerisco spesso ai genitori di lasciare i figli liberi di fare le proprie scelte e pensare con la propria testa, senza alcun tipo di influenza esterna. Devono formarsi, fare amicizia con tutti e sviluppare un pensiero personale in totale autonomia.

Sempre per ciò che concerne il mondo della scuola, stiamo lavorando con il Comune di Gioia dei Marsi per fondere le elementari (che rimarranno a Lecce nei Marsi) e le medie (che si stabiliranno, invece, a Gioia). Posso dire quasi con certezza che saremo pronti a partire già da settembre 2019. Stiamo lavorando su questo progetto per diversi motivi: da una parte vogliamo che si raggiunga un numero adeguato di studenti in una singola aula (circa 15/20) per dare la possibilità ai ragazzi di sviluppare un senso di classe, di  competizione e di socializzazione. Siamo poi convinti che farli stare insieme sin da piccoli aiuterà ad abbattere quei campanilismi tra paesi limitrofi che sono tutt’oggi presenti. D’altra parte, invece, lavoriamo su questo per un progetto futuro  più ampio: il nostro sogno è quello di creare un unico comune con Gioia dei Marsi. Ciò darà la possibilità di sfruttare la legge nazionale e regionale che mette a disposizione fondi statali e regionali sostanziali. La speranza è quella di evitare lo spopolamento e di far rimanere in paese le coppie che oggi cercano lavoro in città fornendo loro tre servizi essenziali: sanità, trasporto e istruzione.

Come è stato affrontato il problema delle case Ater inagibili a Lecce nei Marsi?

Stiamo tuttora affrontando il problema. All’inizio c’è stata tanta agitazione tra le famiglie interessate. Sono all’incirca 110 le persone che hanno dovuto abbandonare le proprie case e trasferirsi in altre abitazione. Questo perché ci sono stati dei sopralluoghi da parte della protezione civile, Ater e Regione che hanno dichiarato l’inagibilità delle strutture.

Attualmente le famiglie sono tutte sistemate: stanno prendendo il contributo di autonoma sistemazione dalla protezione civile e l’amministrazione è in stretto contatto con l’Ater, che sta realizzando delle schede progettuali da inviare all’ufficio della ricostruzione di Teramo.  Una volta acquisito il finanziamento, dovrà fare ulteriori studi per vedere se le case andranno consolidate o demolite e ricostruite.

Parliamo di palazzine al centro del paese e l’assenza di 110 persone sul corso principale si fa sentire e non fa un bell’effetto, specialmente durante l’inverno. Per questo motivo la risoluzione del problema in un tempo relativamente breve è una delle nostre priorità. Siamo fiduciosi nelle istituzione e speriamo che nel giro di qualche anno riusciremo a lasciarci tutto alle spalle.

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