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#SpazioPolitica a Gioia dei Marsi, il sindaco Berardini: il nostro paese come “ricovero per la felicità”

Gioia dei Marsi. #SpazioPolitica incontra Gianclemente Berardini, sindaco di una delle porte d’ingresso dell’area protetta del parco nazionale d’Abruzzo, Lazio e Molise. La redazione di MarsicaLive ha voluto ripercorrere insieme al primo cittadino il percorso compiuto da Gioia dei Marsi tra cose realizzate e cose da realizzare.

Bilancio di mandato: positivo o negativo?

Per ciò che riguarda l’inizio di questo nuovo mandato – parliamo di circa un anno e mezzo di amministrazione – il bilancio è sicuramente positivo. C’è stata la possibilità di portare avanti i progetti che erano già in corso ma anche di innescare su questa progettualità esperienze legate ai nuovi elementi della compagine amministrava. In termini di risultati, abbiamo già realizzato in parte importanti interventi a tutela dell’ambiente e del territorio in relazione, in particolar modo, ai dissesti idrogeologici. La nostra, infatti, è una terra molto fragile sia da un punto di vista tellurico che idrogeologico. Abbiamo quindi ottenuto importanti finanziamenti e ne otterremo degli altri.

Oltre alla tranche di lavori già realizzata, sempre per ciò che concerne la tutela della cittadinanza, abbiamo consolidato tutte le scuole presenti sul nostro territorio. Abbiamo portato a termine due grandi progetti su strutture ferme da circa 70 anni, concentrandoci soprattutto sul miglioramento sismico degli edifici in questione. Si tratta di due plessi capaci di accogliere anche le popolazioni limitrofe. Per questo siamo in stretto contatto con il Comune di Lecce dei Marsi, con cui stiamo ragionando per l’accorpamento di sedi scolastiche. Cerchiamo in questo modo di far fronte allo spopolamento dei territori. Se non ci muovessimo verso questa direzione le strutture rischierebbero di rimanere vuote.

Abbiamo in mente di proseguire con importanti lavori che riguardano la zona montana di Gioia vecchia, dove c’è anche una vasta attività di avvistamento degli orsi. Ci stiamo muovendo molto, anche insieme al parco, attraverso ad esempio l’abbattimento di un detrattore ambientale, per recuperare questa zona e valorizzare la cosiddetta “terrazza-giardino”.

Abbiamo anche compiuto il rifacimento di un manufatto, ovvero, il rifugio del diavolo, che andrà in gestione tramite una gara di importante livello.

Sulle attività del quotidiano, invece, il nostro futuro credo che si debba basare non tanto sulla realizzazione di opere bensì sulle attività che riguardano lo spopolamento, per far sì che si attui un inversione del trend. Ma come fare? L’idea è quella di valorizzare quei progetti che sono legati alle attività produttive del posto e che gravitano in particolar modo intorno al Fucino, al fine di creare una sorta di consulta delle attività produttive che razionalizzi al meglio le risorse esistenti e investa in maniera esponenziale su figure professionali di qualità perché possano fungere da richiamo anche dall’esterno.

Vogliamo poi lavorare su una cooperativa che rivolga l’attenzione agli anziani. Abbiamo, infatti, strutture che formano un tessuto urbanistico che si presta con grande capacità ricettiva soprattutto per popolazioni più adulte: non presentano barriere architettoniche, sono moduli abitativi compatti e facili da riscaldare. L’obiettivo è quello di far tornare tutta la gente che attualmente si trova fuori dal nostro paese e far trovare un ambiente salubre, accogliente e con servizi di prossimità come servizi alla salute e alla persona, convenzioni con mense e cucine. Vorremmo, inoltre, avvicinare le strutture mediche che sono lontane con servizi di porta a porta. Bisogna lavorare, inoltre, affinché anche i giovani possano vedere in Gioia un punto di riferimento per eventuali possibilità lavorative.

Abbiamo puntato anche sulla valorizzazione di aree verdi. Stiamo completando un’area attrezzata all’ingresso del Parco nazionale d’Abruzzo, Lazio e Molise, dedicata a bambini diversamente abili. Sarà quindi accessibile a tutti e rappresenterà anche un luogo di sosta per coloro che sono in viaggio, nel quale ci si può fermare per un pic nic o per far giocare i propri figli.

Per quanto riguarda la sicurezza sono ottimi i risultati raggiunti in termini di servizio di videosorveglianza per il quale si è stretto un patto importante e formale con le forze dell’ordine e la prefettura dell’Aquila in ragione del quale si è beneficiari di un importante finanziamento ministeriale finalizzato alla implementazione dello stesso servizio.

Cosa vuol dire per un paese come Gioia stare a confine con il Parco e vivere quindi nel rispetto di determinate norme?

La presenza del Parco la vedo come una grande opportunità, nonostante la varie battaglie che ci sono state nel passato. Dall’interno quest’ultimo può essere vissuto come una sorta di costrizione ma in realtà abbiamo colto tanti momenti proficui come quello relativo all’abbattimento del detrattore ambientale. Cerchiamo di costruire insieme al Parco un luogo di attrazione, osservazione e ricreazione. Esso non deve rappresentare un ostacolo bensì un interlocutore da poter utilizzare a proprio vantaggio.

Bisogna leggere la propria condizione ambientale e collocazione geografica come una opportunità e lavorarci sopra nel migliore dei modi. Attraverso la sinergia e la condivisione dei progetti si possono raggiungere obiettivi importanti. Oltretutto il simbolo dell’orso per noi rappresenta un cliché fondamentale.

Multiculturalità ed educazione, nella scuola di Gioia ci sono molti bimbi extracomunitari ben integrati. Come siete riusciti a far convivere diverse etnie?

Uno dei segreti è stato il dialogo costante: far capire loro che hanno dei diritti ma anche degli obblighi. Siamo riusciti a riconoscerci nella diversità e interfacciarci nel quotidiano senza scontrarci. La loro presenza è stata significativa per mantenere attivo il lavoro nelle scuole. All’interno di questo ambito anche nel momento in cui c’è stato il sentore che il bilanciamento delle classi risultava troppo complesso le insegnanti hanno sostenuto un  confronto diretto con l’amministrazione per provvedere e risolvere la situazione. Posso dire con fermezza che è stato sicuramente un valore aggiunto e lo sarà anche per il futuro. La diversità non ha creato problemi e noi siamo stati sempre molto accoglienti e aperti.

Agricoltura e nuove aziende bio: il Comune di Gioia come tutela queste realtà?

A Gioia ci sono diverse realtà che sono agli inizi di queste esperienze. La mia intenzione è quella di costruire dei percorsi di filiera che abbiano nel bio un importante sedimento. Ciò sarà possibile anche grazie all’aiuto della consulta che permetterà loro di costruire percorsi virtuosi  e farsi riconoscere all’esterno, proponendo anche nuovi brand incentrati in particolar modo sull’importanza sia del Fucino che del Parco.

Questa mia idea è rivolta al futuro: è senza dubbio un modo per invitare i giovani a tornare nel posto paese. Dobbiamo, però, riuscire a governare i processi di scambio e commercializzazione: molte volte si paga il pegno di essere bravi produttori ma non altrettanto bravi commercianti e subiamo dinamiche di mercato che vanificano il grandissimo lavoro degli agricoltori.

Progetti per il futuro?

Uno sguardo importante va al recupero di una capacità attrattiva dei nostri territori con un occhio di riguardo soprattutto al connubio turismo-agricoltura-ambiente. Vogliamo fare di paesi dove è preponderante la presenza di persone anziane un luogo di interesse lavorativo per i giovani con professionalità particolari. Considero il nostro paese come una sorta di “ricovero per la serenità”, in cui domina una vita tranquilla e in cui risiede una attività collaterale destinata alle fasce deboli, la quale attira anche i giovani con formule lavorative e che danno reddito.

Oltre a ciò che ho già accennato precedentemente, sono in realizzazione importanti interventi finalizzati alla bonifica dall’amianto, alcuni dei quali sono già stati portati a termine, di strutture pubbliche, capannoni, ex cooperative agricole passate al patrimonio del Comune, nonché bonifiche di discariche o meglio cave abbandonate e oggetto di deposito indiscriminato di rifiuti. Si tratta di tutte opere di cui il comune si sta facendo carico senza aumento delle tasse verso i contribuenti.

Volevo infine segnalare la ripresa da quest’anno del progetto sezione primavera che vede nel comune di Gioia dei Marsi la sede di un importante momento dell’ educazione dei più piccoli e che riguarda anche i Comuni limitrofi. Perché d’altronde è dall’infanzia che si iniziano percorsi condivisi per una evoluzione sempre più matura delle nuove generazioni.

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