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Soccorso alpino, giornata di formazione con gli alpini e inizio selezione dei tecnici

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L’Aquila. Si è svolta sulla falesia di Monticchio (L’Aquila) la prima giornata di addestramento congiunta tra il Soccorso Alpino e Speleologico e le squadre di Soccorso Alpino militare del Nono Reggimento Alpini dell’Aquila.
Quella di oggi è stata la prima giornata di formazione dopo l’accordo siglato il 2 marzo tra il Corpo Nazionale del Soccorso Alpino e Speleologico e il Comando Truppe Alpine, finalizzato a rafforzare il soccorso in montagna.
Ieri hanno partecipato all’esercitazione 24 uomini del Soccorso Alpino e 16 uomini delle squadre di Soccorso Alpino militare del Nono Reggimento Alpini dell’Aquila e le truppe alpine dell’Esercito.
Dopo un breve brefieng iniziale, il lavoro è stato organizzato a settori, anche in virtù delle norme anti Covid e ogni zona ha ospitato diverse attività: principi basilari sull’autosoccorso e sulle manovre meno complesse, per concludere con un lavoro tecnico congiunto di soccorso e ancoraggio su roccia organizzato.
L’attività è stata molto produttiva e sono emerse modalità di lavoro sono molto simili.
Sono stati evidenziati punti dove poter lavorare per accrescere manualità e coesione, che saranno affrontate nelle prossime attività congiunte, in programma a maggio.

ROCCARASO (AQ). A Roccaraso si è svolta la prima giornata di selezione per gli aspiranti tecnici del Soccorso Alpino e Speleologico d’Abruzzo. Ne erano una ventina e hanno dovuto affrontare varie prove: risalita e discesa con gli sci d’alpinismo, un’arrampicata con i ramponi e alcuni ancoraggi. Le prossime prove valuteranno l’arrampicata su roccia e a seguire le tecniche di soccorso. Poi quelli che supereranno le prove pratiche, frequenteranno un corso di soccorso per conseguire il brevetto Osa, Operatore di Soccorso Alpino.

FANO ADRIANO (TE). A Fano Adriano, in provincia di Teramo, il gruppo regionale degli Speleologi del Soccorso Alpino ha effettuato un’esercitazione sulla falesia di Vene Rosse, simulato degli interventi in grotta, ma sfruttando lo spazio aperto, per le norme anti Covid. Sono state adottate tecniche diverse, per simulare un recupero speleologico, affrontando una parete verticale con un dislivello di circa 300 metri.

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