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Sit-in al Comune di Avezzano per il futuro della Procura. Presente il sottosegretario Legnini

Avezzano. La Marsica dice no alla spoliazione della Procura di Avezzano. Il mondo della politica e della giustizia si è dato appuntamento al Comune di Avezzano per discutere insieme sul futuro della Procura. Presente il neo sottosegretario del governo Letta Giovanni Legnini, alla sua prima uscita. “La Procura della Repubblica viene spogliata giorno dopo giorno”, ha spiegato il sindaco Giovanni Di Pangrazio, “l’eccessivo tecnicismo del precedente governo non ha tenuto conto delle realtà, non considerate. Ringraziamo Legnini per il suo operato e speriamo che continui ad occuparsi dei territorio come IMG_2349ha già fatto in passato. Meno male, quindi, che è tornato un governo politico, speriamo ora che per qualche anno si pensi a fare le riforme basandosi non solo sui conti”. Presente all’incontro il presidente del Tribunale, Forgillo, il presidente dell’ordine degli avvocati, Sandro Ranaldi, il presidente della camera penale, Leonardo Casciere, i giudici, gli amministratori comunali, il consigliere regionale Giovanni Di Pangrazio,segretario dell’ordine degli avvocati, Herbert Simone e alcuni avvocati del foro di Avezzano. “Questa riforma non porterà nessun beneficio economico nelle casse dello Stato”, ha sottolineato il presidente del tribunale, “il tribunale dell’Aquila non sarà in grado di ospitare le strutture di Avezzano e Sulmona e di conseguenza serviranno altrettanti fondi per una nuova struttura. Senza contare poi la ristrutturazione delle caserme dei carabinieri e dei commissariati di polizia, o il turismo giudiziario, o i costi per trasportare i carcerati dalle strutture di Avezzano e Sulmona all’Aquila. Tutto questo senza alcun vantaggio perchè funzionano meglio le città medio piccole, con i loro servizi, che quelle grandi”. L’allarme è stato lanciato perchè non sono stati rimpiazzati due procuratori. “Il grido di allarme che abbiamo lanciato è urgente ed è nato dal fatto che l’ufficio di Avezzano si è visto dimenticato dalla terza commissione della magistratura nel momento in cui sono stati assegnati ai vari uffici nuovi addetti”, ha affermato il procuratore Maurizio Maria Cerrato, “questo è un territorio fortemente provato dalla malavita. Avezzano ha fatto da filtro per evitare infiltrazioni criminali. Sembra che si stia intervenendo almeno con la copertura di un posto, ma serve più attenzione per le peculiarità del territorio”. La chiusura del tribunale di Avezzano, quindi, potrebbe alimentare il fenomeno della criminalità e far cadere Avezzano e tutta la Marsica nel baratro. “Gli argomenti che stiamo trattando li conosco perchè non è la prima volta che me ne occupo”, ha evidenziato il sottosegretario del Partito democratico Legnini, “la Marsica è un territorio esteso, composito, con carichi di lavoro per il palazzo di giustizia, e per questo si determinerebbe una grave disfunzione del sistema giustizia incredibile. Il tema che dobbiamo affrontare questa sera è cosa fare per poter fare in modo che il processo di riorganizzazione delle circoscrizioni giudiziarie non incida sul territorio. Con la soppressione delle province saremmo davanti a una situazione totalmente nuova. I tre anni di pausa che sono stati dati sono utili, mi auguro che c’è una fortissima pressione da tutta Italia per prorogare questo termine. Non so come andrà a finire, non voglio assumere impegni specifici perchè sarebbe irrispettoso per i miei colleghi scavalcarli, però credo che questo tema si porrà perchè in molte sedi c’è il problema logistico sia per le spesi aggiuntive, sia per le sedi. Lo sforzo finanziario per rendere esecutiva questa riforma è molto elevato, più di quanto si era pensato. Sul rinvio deciderà il parlamento, ma io son certo che il governo dirà di sì. Il problema ovviamente non verrà risolto, per farlo occorrerà cambiare la norma. Ci conviene insistere ora sulla modifica di questa norma? O ci conviene porre il problema di Avezzano quando la situazione degli altri uffici si sarà sistemata? Io credo che il governo, di qualsiasi colore, difficilmente potrà tornare indietro su questa norma. Io mi auguro che la Corte Costituzionale lo faccia, intanto bisogna mantenere alta l’attenzione come state facendo. Il mio impegno, come c’è stato in passato da parlamentare, ci sarà anche in questa nuova veste. Anche io penso che ci sia stata un’eccessiva frettolosità per alcuni provvedimenti molto attesi dai territori. Ricordo quei giorni di agosto quando venimmo convocati dal ministro Tremonti che legiferò sull’onda della straordinaria eccezionalità, e in quel caso non sembra si azzecca”.