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Sirente Velino, 7 sindaci: «Non esistono documenti, né azioni legali, né proteste

Avezzano. Sindaci spaccati sul Parco regionale Sirente Velino: i primi cittadini di Aielli, Massa D’Albe, Fontecchio, San Demetrio, Rocca di Cambio, Magliano dei Marsi e Pescina “correggono” i colleghi sulla riunione del 2 marzo alla Comunità montana Sirentina e “promuovono” il lavoro svolto dal Commissario patrizio Schiazza. “Non abbiamo votato alcun documento”, afffermano i sindaci dei 7 Comuni, “né deliberato alcuna proposta. Al termine della riunione è stato dato mandato ai consiglieri regionali presenti di voler sollecitare l’approvazione della legge e di promuovere una omogeneizzazione delle diverse proposte in un testo unico condiviso”. Nel vertice è stata costituita una  delegazione di sindaci per ottenere “un’audizione in commissione al momento della discussione generale, ma esclusa qualsiasi azione legale o di protesta in piazza. Non abbiamo stabilito di chiedere la modifica del decreto, né di dterminare come improrogabile la ricostituzione dalla Comunità del parco. Abbiamo deciso anche di non appoggiare la sola proposta del consigliere Iampieri, ma un testo tra i differenti disegni di legge. Appare evidente che le posizioni e le determinazioni assunte da alcuni amministratori rendono difficile un rapporto di sinergica collaborazione e di clima costruttivo ed aprono le porte a prospettive di minore serenità, di difficile condivisione sulle scelte che saremo chiamati a compiere”. Messi i puntini sull i e riportata la barra al centro, i 7 primi cittadini valutano l’operato del Commissario. “Lavoro positivo, sia  per l’ordinaria amministrazione”, sostengono, “sia per il ricalcolo dei confini e la tempistica di presentazione della proposta. Non condividiamo le posizioni di chi strumentalmente afferma che nulla è stato fatto. Non si è in ogni caso discusso della possibilità di cacciare qualcuno, né si è mai entrati nel merito delle capacità professionali degli attori in campo, ma si è dibattuto unicamente sull’esigenza di tornare nel breve periodo a una gestione ordinaria”. E qui parte la stoccata verso qualche collega che si è arrogato il diritto di “elaborare documenti non condivisi, né condivisibili”, aggiungono, “e in contrasto a quanto effettivamente emerso nel dibattito. Non si tollerano strumentalizzazioni personalistiche, né si avallano scelte che non muovono nella direzione di restituire al Parco un governo effettivamente rappresentativo di tutti i comprensori e di tutte le istanze”.