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#SpazioPolitica a Canistro, il sindaco Di Paolo racconta il paese tra lavoro, prodotti locali e progetti futuri

Canistro. #SpazioPolitica incontra il sindaco Angelo Di Paolo.

Noto per la sua acqua oligominerale e per i suoi castagneti da cui provengono le castagne roscette riconosciute IGP, il Comune di Canistro fa parte della Valle Roveto e conserva, dai tempi degli insediamento italici, una complessa stratificazione archeologica nei due suoi abitati principali: Canistro Superiore e Canistro Inferiore. Tra questi due centri è presente, invece, l’area protetta del parco naturale della Sponga. Meta turistica abruzzese sia d’estate che d’inverno grazie alle varie iniziative enogastronomiche portate avanti dal Comune, la redazione di MarsicaLive ha deciso farsi raccontare il paese direttamente dal suo primo cittadino, Angelo Di Paolo.

  • Dal 2016 a oggi quali sono stati i progetti più importanti che hanno caratterizzato Canistro ma, soprattutto, ritiene positivo o negativo il bilancio di questi tre anni di amministrazione?

Il bilancio relativo alla realizzazione di opere pubbliche lo riteniamo positivo in quanto l’amministrazione si è adoperata tramite le proprie risorse, che sono sempre molto esigue, a effettuare interventi di sicurezza idraulica e sindaco-canistrodel territorio, poiché malgrado il Comune si sia attivato per la presentazione di schede progettuali da inserire nel MaterPlan regionale non ha avuto esiti positivi.  Abbiamo poi cercato di concludere i progetti ancora in itinere come la messa in sicurezza dell’edificio comunale e quella delle scuole.

Bisogna tener conto che il Comune di Canistro è stato messo in ginocchio da un alluvione nel 2015. Ci sono stati ingenti danni a cose e strutture. Tutto il fango si è riversato per le strade, è entrato all’interno di edifici, privati e pubblici, compreso il palazzo comunale. Abbiamo dovuto provvedere dunque a riportare la situazione nella norma attraverso interventi consistenti con l’aiuto della protezione civile e imprese varie che sono state chiamate per rimuovere tutto il fango e i detriti.

Non abbiamo ricevuto, però, la massima attenzione da parte della Regione. Pur essendo intervenuto durante quelle giornate l’ex presidente e nonostante tutte le promesse che ha rivolto al Comune, non si è concretizzato nulla di efficiente per risollevare la situazione. Al di là della sensibilità di qualcuno all’interno della Regione Abruzzo per il resto non abbiamo avuto risposte positive. Ora abbiamo avuto qualche finanziamento da parte dell’attuale governo regionale per quanto riguardale attività relative a dissesti idrogeologici, sui quali noi interverremo.

  • Canistro è uno dei paesi della Valle Roveto dove c’è stata la percezione dell’esigenza di creare una valorizzazione dei prodotti locali come la castagna roscetta, ad esempio. Questa opportunità è stata sicuramente ben sfruttata ma cosa si può fare secondo lei per potenziarla ulteriormente?

A tal proposito abbiamo preso parte proprio qualche giorno fa a un incontro con tutte le associazioni locali della Valle Roveto, promosso dall’associazione Castanicoltori il cui presidente è Sergio Natalia. Si è parlato di progettualità, della necessità di mettere insieme le forze di tutti i Comuni per andare avanti nel migliore dei modi. Se noi continuiamo a coltivare soltanto l’utilità del nostro recinto e continuiamo ad agire in maniera divisa, non si riusciranno a ottenere importanti risultati sotto l’aspetto turistico.

Il nostro obiettivo è offrire un pacchetto turistico che includa la valorizzazione della castagna, degli uliveti, delle cascate etc. Ci sono molte potenzialità di carattere ambientale e per questo la politica deve intervenire per creare anche prospettive di occupazione. Non possiamo ridurre tutto a sagre – che senza dubbio sono di carattere contingente – in quanto non entrano all’interno dell’anima delle nostre realtà. Dobbiamo proiettarle all’esterno e fornire delle risposte di carattere economico e sociale. Ci deve essere una visione più ampia e percezione d’intuito da parte degli amministratori locali.

  • Canistro negli ultimi mesi è stata al centro delle cronache per la vicenda Santa Croce che, oltre a creare problemi legali al Comune, ha creato anche un abbassamento del livello occupazionale in paese. Oltre 75 dipendenti, infatti, sono a casa. Qual è la sua posizione, che cosa si augura?

Io ho lavorato in passato e sto lavorando ora insieme all’amministrazione e alla Regione Abruzzo. C’è un bando per la concessione delle acque minerali di Canistro che quest’ultima ha riattivato e che scadrà il 13 giugno. Noi speriamo che rispondano più imprenditori del settore possibili. Operatori che siano in grado di sostenere questa attività e che abbiano prontezza e conoscenza di ciò che va fatto dal punto di vista di sfruttamento delle acqua minerali.

Abbiamo lavorato affinché venisse riattivato il bando. Ora il bando è stato riattivato e spero che in futuro si riesca a rilanciare lo sviluppo economico e sociale di questa realtà. E’ una realtà, la nostra, che sta morendo, anche a causa dell’assenza di posti di lavoro: ben 75 unità in meno si fanno sentire. 75 disoccupati significa che 75 famiglie non lavorano più, non c’è più produzione e spesa. Ci sono sofferenze di carattere sociale e con il nostro intervento o con quello della Regione o di coloro che sono interessati cercheremo di rivitalizzare le risorse di questo territorio.

  • Avete un piano preciso per dare seguito al processo di tutela e valorizzazione del borgo, con l’obiettivo di renderlo attrattivo dal punto di vista turistico?

Noi abbiamo l’antico borgo di Canistro superiore, le cui caratteristiche sono rimaste intatte rispetto a quello che era in passato. Questo modo di costruire e l’architettura di carattere “contadino” è rimasta in parte salvaguardata. Abbiamo strutture fortemente interessanti che stiamo cercando di mettere in sicurezza, come un palazzo di 1800 metri quadri che il Comune ha acquistato da un privato. Le risorse però sono carenti, insufficienti. Tutti gli interventi che abbiamo messo in atto non sono fortemente esaustivi, sono solo complementari rispetto alla messa in sicurezza della struttura. Abbiamo, inoltre, anche una chiesa del 700 che era collegata con questo palazzo.

Stiamo cercando di muoverci in questo campo e speriamo di cogliere l’obiettivo quanto prima: queste strutture possono infatti tranquillamente rientrare in un pacchetto turistico. Per di più, oltre alla messa in sicurezza bisogna creare all’interno delle attività utili per la permanenza di persone interessate a visitare il piccolo luogo.

  • Cosa avete in programma per il futuro?

Stiamo cercando insieme a privati di valorizzare fortemente il parco della Sponga, dove c’è una realtà il cui impatto è fortemente positivo. Coniugare il turismo con le acque è estremamente importante nel nostro territorio.

Dobbiamo poi risolvere i problemi relativi alla viabilità intervenendo su tutte le arterie e ripristinando i collegamenti tra le frazioni e il capoluogo. Alcune strade importanti, infatti, ancora oggi sono dissestate a causa delle frane. Inoltre, abbiamo una struttura sanitaria socio- assistenziale a Canistro che vorremmo senza dubbio potenziare.

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