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Sindacati Micron: spunta l’ipotesi contratti di solidarietà. Il 20% delle quote ai dipendenti

Avezzano. Spunta l’ipotesi del contratto di solidarietà tra i lavoratori della Micron. I dipendenti, secondo il piano industriale, potranno acquisire il 20 per cento delle quote a costo zero. E’ quanto emerso nel corso della conferenza stampa di questa mattina con le parte sociali che si sono dette non convinte anche a causa dei pochi dati forniti nel corso dell’incontro a Roma con il ministero del Lavoro di ieri pomeriggio.
“Non possiamo fare valutazioni”, ha affermato Alfredo Fegatelli della Cgil, “perché non sono stati forniti elementi concreti”.sindacati micron avezzano (5) Ciò proietta soprattutto ombre sulla vertenza Micron.
Fegatelli ha spiegato che il 55 delle quote faranno capo al Galbiati, mentre il restante all’attuale responsabile dello stabilimento di Avezzano Riccardo Martorelli. Il 20 per cento della parte del direttore generale Sergio Galbiati sarà redistribuito ai lavoratori a costo zero. I dipendenti, i sostanza, sempre secondo i sindacati, percepiranno entrate in valore azionario. “Se ci saranno degli utili bene”, ha affermato Fegatelli, “ma se ci dovessero essere delle perdite cosa accadrà e chi pagherà? Vogliamo sapere quanto costa questa operazione”, ha poi aggiunto Fegatelli, “e come farà Lfoundry a ripagare i debiti nei confronti di Micron. Non c’è un accenno al portafoglio clienti di Lfoundry. Micron mette a disposizione Aptina, ma che mercato mette sul tavolo Lfoundry?”.
Per la Cgil è stato sottovalutato l’aspetto sociologico di questa operazione.
Il timore emerso durante l’incontro con i sindacati in comune, in sostanza, è quello che nei confronti dei lavoratori sarà messo in atto un drastico taglio agli stipendi per evitare la mobilità e i licenziamenti ma mettendo ugualmente in crisi i dipendenti.
Secondo Antonello Tangredi, “va promossa una sorta di class action e un’azione giudiziaria e giudiziale che serva da esempio contro la politica dell’imposizione. Un’azione”, ha sottolineato il sindacalista, “dove anche i comuni e lo Stato potranno e dovranno costituirsi parte civile. Sarebbe un esempio di giustizia sociale”, ha concluso.