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Siglato l’accordo per la Pittini, ammortizzatori e incentivi per gli operai. Via subito il presidio

Celano. Siglato l’accordo per i lavoratori Pittini, via il presidio dall’azienda. Dopo oltre 150 giorni di occupazione i 78 dipendenti delle ex trafilerie Maccaferri abbandoneranno la fabbrica. Ieri è stato siglato l’accordo tra l’azienda, rappresentata da Paolo Felice, Bruno Pezzetta e Filippo Pighin, le rsu e le parti sociali di Fim-Fiom-Uil Antonello Tangredi, Alfredo Fegatelli e Michele Paliani, e il primo cittadino di Celano, Filippo Piccone. In pratica le parti hanno confermato la mobilità aperta il 27 settembre, inoltre si sono detti pronti a promuovere un tavolo tecnico al ministero del lavoro per trovare eventualmente altri ammortizzatori sociali che l’azienda si è impegnata ad accettare. Non è esclusa la revoca, totale o parziale, dei licenziamenti e, se ciò avvenisse, la Pittini dal 17 dicembre, giorno del licenziamento, alla data di applicazione degli ammortizzatori metterà i lavoratori in permesso non retribuito. Gli ammortizzatori, in ogni caso, non potranno pesare sulle casse Pittini ex Maccaferri lavoratori in protesta (4)dell’azienda per questo verrà chiesto il pagamento diretto all’Inps. Scatteranno in ogni caso dopo il 30 novembre in modo tale da permettere ai dipendenti di usufruire prima della mobilità. Le parti hanno poi discusso dell’incentivo all’esodo che potrebbe ridurre di molto il personale. Se ci sarà la cassa integrazione per cessazione attività gli operai avranno un incentivo all’esodo che oscillerà tra i 225mila euro lordi e i 166mila euro in base anche al residuo della dotazione delle Officine Maccaferri. Al termine dell’incontro i rappresentanti sindacali di stabilimento, Luigi Roncone, Ermenegildo Paris e Tristano Di Vitosi sono impegnati a rimuovere il presidio consentendo così all’azienda di poter prendere il materiale custodito all’interno dello stabilimento senza creare alcun ostacolo alle attività di recupero.