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Sigilli alle fontane pubbliche, l’affondo di D’Antonio: l’amministrazione di Carsoli spegnerà anche le luci

Carsoli. Alla luce dei sigilli apposti alle fontane pubbliche interviene l’ex sindaco e consigliere comunale Domenico D’Antonio per fornire degli elementi che dimostrano l’assurdità della scelta dell’amministrazione comunale a guida Mazzetti/Nazzarro con l’incredibile motivazione di fare risparmi per le casse comunali. “E’ questa la cura per il territorio, per il decoro urbano, l’attenzione per i cittadini tanto osannata nel loro programma? In questo modo pensano di valorizzare i nostri borghi?”, si chiede D’Antonio, “eliminando un pezzo importante della nostra storia, dei nostri valori, dei nostri ricordi, della nostra comunità; ciò che per loro non ha nessuna importanza è fondamentale per chi è vissuto, ha amato e continua ad essere legato a questi luoghi.

Dato che la motivazione è esclusivamente economica perché non spegnere anche le luci dei nostri paesi nelle zone poco abitate? Tanto il problema non sussiste: i vecchietti la sera non escono e, quindi, non hanno bisogno di luce. A questi illuminati amministratori vorremmo chiedere a cosa serve per i cittadini pagare IMU, TASI, TARI se poi i servizi vengono eliminati? Sbaglio o tali tasse vengono pagate per il solo fatto di possedere un immobile? Quindi, di conseguenza, se ci sono immobili dovrebbero esserci anche i servizi. Ma quanto costa effettivamente una fontana pubblica? Una quota fissa annua di 60 euro più la parte relativa al consumo. Ora, siccome, le fontane hanno quasi tutte i rubinetti, siccome quelle che stanno chiudendo si trovano in centri storici poco abitati, il consumo sarebbe minimale a meno di utilizzi impropri che potrebbero essere facilmente verificabili. In base ad informazioni assunte presso il Cam (Consorzio Acquedottistico Marsicano), durante i prossimi 2/3 mesi tutte le fontane pubbliche saranno dotate di contatore per verificarne il consumo e non sarà più fatto un calcolo a forfait. Allora, mi chiedo, perché non si è aspettato che tali contatori venissero installati per poi prendere razionalmente e coerentemente le decisioni più appropriate?

Un’amministrazione che non ha mai fatto del risparmio la sua priorità, come più volte segnalato e come facilmente verificabile dalle continue erogazioni di denaro pubblico, è in questo modo che pensa di far cassa? Come mai non si preoccupa delle circa 250.000€ di spese relative all’illuminazione pubblica, dato che siamo forse l’unico Comune in Italia che, a fronte di un intervento di efficientamento energetico effettuato durante l’amministrazione Mazzetti/Nazzarro (sempre loro), ha visto aumentare e non diminuire i costi dell’energia? Facendo poi un ragionamento un pochino più ampio: ma se tutti i Comuni soci del CAM prendessero la medesima decisione cosa succederebbe? I ricavi del CAM diminuirebbero ed il bilancio avrebbe delle perdite che, guarda caso, ricadrebbero su tutti i Comuni soci. In poche parole da una parte il bilancio comunale avrebbe una minore spesa e dall’altra dovrebbe assorbirsi, quota parte, la perdita della partecipata. Risultato: ZERO. Io capisco che per chi si è sempre ispirato ad una ideologia materialista diventa difficile comprendere il valore simbolico di una fontana, di un muretto, di un angolo dei nostri amati paesi.

In ogni Paese ci sono persone che si impegnano continuamente  (non solo gli 8/10 anziani di Carsoli) per migliorare e rendere più vivibili i nostri territori, alcune volte anche costituendo associazioni e comitati, come ad esempio, il Comitato restauri  a Pietrasecca, che, con  risorse proprie e  della Comunità intera, ha risistemato la Chiesa, il muretto antistante, alcune fontane (e si, proprio così), per poi vedere oggi le medesime fontane con i tappi fatti installare dal Comune senza nessun confronto, senza nessuna comunicazione preventiva, senza una minima attenzione ai desideri della popolazione. La Sindaca invece di chiudersi dentro il Palazzo ed impegnare tutte le sue energie a creare dissapori, contrasti e frizioni con il personale all’interno della macchina amministrativa con iniziative dalle quali è costretta quasi sempre a fare marcia indietro, giri un pochino per il territorio, parli con la gente e si renda conto delle esigenze effettive dei cittadini. Solo tanta boria e tanta arroganza. E’ questo che intendevano quando parlavano di partecipazione attiva? Ultima riflessione: e se questa decisione inverosimile fosse stata presa dall’assessore Mazzetti (come del resto le altre) per mettere in difficoltà la sindaca? Non dimentichiamo che dopo l’estate dovrebbe esserci la rotazione degli assessori come da loro comunicato, con tutte le possibili ed immaginabili conseguenze.