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Sicurezza stradale, il grido di rabbia e il dolore dei lavoratori Telespazio al prefetto

Ortucchio. Continuano le proteste da parte dei dipendenti di Telespazio dopo la morte del loro collega Marco Di Nicola. Dopo la catena umana per la sicurezza organizzata lungo la strada dove hanno perso la vita due dipendenti di Telespazio, i colleghi hanno scritto una lettera al prefetto dell’Aquila, Francesco Alecci, e alle istituzioni del territorio. “Ancora una volta, siamo a piangere un nostro Collega, un Lavoratore, un Marito, un Padre, un Figlio”, hanno spiegato nella lettera, “rivolgiamo a Lei il nostro grido di rabbia contro l’immobilismo di chi in tutti questi anni non ha mai ottemperato alla salvaguardia e incolumità, dai rischi in itinere , dei tanti lavoratori che giornalmente si recano presso il Centro Spaziale del Fucino della Società Telespazio, transitando per la Strada denominata Cintarella, nella Piana del Fucino. Sono anni e in più occasioni, a vario titolo, con o senza i Rappresentanti dei Lavoratori si è cercato di chiedere la messa in sicurezza della citata strada e non solo. Si pensi che l’ultimo asfalto messo su di un tratto di essa, lato di strada dal Centro Spaziale del Fucino di Telespazio ad Avezzano, fu realizzato nel lontano 1984, per l’occasione della visita di Sua Santità San Giovanni Paolo II. Da allora solo qualche piccolo intervento, mai
incidente mortale nel fucino auto nel canale (1)definitivo e della durata che corre tra il giorno e la notte, per questa o quella buca. Quest’anno trascorso, per la prima volta, abbiamo visto realizzare la segnaletica orizzontale, anche sopra alle buche, e installare della segnaletica verticale, mettendo segnali d’obbligo con limite di velocità a 30kmh, velocità che si può tenere solo frenando, ma per i pericoli presenti nulla di fatto. Forse qualcuno pensa di essere a posto con la propria coscienza pensando che con 3 strisce bianche e 4 segnali la messa in sicurezza della strada Cintarella sia realizzata! I nostri tanti Amministratori e Politici, locali e non, hanno sempre esaltato l’attività svolta dalla Telespazio nella Piana del Fucino, e mai e poi mai, e mai ancora, hanno minimamente pensato ai molteplici rischi in itinere che giornalmente i Lavoratori sono portati ad incontrare, e talvolta fino a rimetterci la vita, come è capitato questa ennesima volta al collega Marco Di Nicola e ancor prima al collega Alessandro Giancarli e prima ancora al collega Belsito Giacomo e altri a cui il destino fortunatamente ha riservato altra sorte. Di fronte a tanto dolore e tanta rabbia, Prefetto, investiamo la Sua persona affinché il Suo intervento possa svegliare le coscienze degli Amministratori interessati, a vario livello, chiamati a realizzare tutte quelle opere di messa in sicurezza della strada Cintarella del Fucino al più presto. Certi della Sua attenzione, con l’immenso dolore che avvolge tutti noi colleghi ma soprattutto i familiari e amici dell’ennesima vittima, Le esprimiamo fiducia nel Suo impegno affinché non si debbano più piangere altri Lavoratori Dipendenti della Telespazio Centro Spaziale del Fucino e non, ricordando anche a noi stessi di procedere con molta attenzione perché i pericoli presenti sono tanti e diversi.