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Si getta da un palazzo nella capitale per omofobia, era originario di Balsorano

Balsorano. C’è stupore e allo stesso tempo dolore per la morte del ventunenne che ieri si è gettato da una palazzina a pochi passi da Porta Maggiore a Roma perché non riusciva più a convivere con il suo grande segreto: l’omosessualità. Simone D., residente a Roma ma originario di Balsorano dove vivono e  sono nati i nonni paterni e materni e dove è nato il padre, non aveva confessato alla sua famiglia, tranne che a sua sorella, che era gay. Così non riuscendo ad andare nella sua vita, ha deciso di farla finita.  Dopo una serata con gli amici Suicida a 21 anni a Roma, lascia lettera 'sono gay'invece di tornare a casa è salito all’undicesimo piano dell’ex-pastificio di via Casilina, e si è buttato. Sconcerto dopo il ritrovamento del biglietto che aveva lasciato a casa: «L’Italia è un Paese libero ma esiste l’omofobia e chi ha questi atteggiamenti deve fare i conti con la propria coscienza». Il paese della Valle Roveto ha accolto la notizia con profondo dolore. La famiglia di Simone è molto conosciuta e stimata dalla comunità locale e subito dopo la drammatica morte in molti si sono stretti intorno ai congiunti ancora scossi per la scomparsa del ragazzo.