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Scuole, i tecnici: sono sicure. I genitori: vogliamo i musp, ma il Comune va avanti con il nuovo polo

Tagliacozzo. il comitato genitori chiama a raccolta tecnici e amministratori comunali per dipanare la vicenda legata alla sicurezza dei bambini nelle scuole cittadine.  Un incontro che ha fornito tante risposte ai genitori preoccupati ma che non ha sciolto i nodi più importanti. Resta quindi il contrasto tra il comitato che chiede i musp (ma con quali fondi?) in accordo con l’opposizione guidata dal consigliere Vincenzo Montelisciani, e l’amministrazione che punta alla realizzazione del nuovo polo scolastico nell’area dello stadio Leo Attili che costerà più di 4 milioni di euro. E anche in questo caso ci si chiede con quali fondi.  In entrambi i casi serviranno cospicui finanziamenti. Gli indici di vulnerabilità delle scuole cittadine sono infatti pari a 0,28 alla Argoli, 0,39 alla Bevilacqua e 0,56 alla Tantalo. Ma si sa che nessuna scuola sotto l’indice pari a uno è sicura e secondo l’ingegner  Domenico Palumbo, tecnico per il comune, “scuole con indici simili a quelli di Tagliacozzo, anche più bassi, nel terremoto all’Aquila del 6 aprile 2009 con magnitudo momento di 6.3 non sono crollate”. Tutto ciò ovviamente  non ha soddisfatto i genitori che hanno illustrato le loro perplessità.

Il comitato genitori  ha spiegato nella relazione che “la sicurezza non è un optional” e che “la preoccupazione che abbiamo, come genitori, ogni volta che mandiamo i nostri figli a scuola, è di capire se gli stessi accedano in strutture sicure. In questo memento, abbiamo bisogno che politici, tecnici, cittadinanza, genitori siano tutti concordi sul fatto che la sicurezza debba essere garantita da subito, non fra tre anni. Non semplicemente come dovere legale, ma soprattutto morale. Da alcune informazioni in nostro possesso abbiamo indicazioni non concordi in proposito.

Iniziamo con la  Argoli e l’indice di vulnerabilità sismica. Quello ufficiale scaturito dalle prove di vulnerabilità sismica”, spiegano, “è 0,28, come indicato anche dal bando relativo all’affidamento del servizio di progettazione, per la realizzazione del campus scolastico per la scuola primaria e secondaria di primo ordine. L’assessore ai lavori pubblici Roberto Giovagnorio ha affermato che la vita nominale residua della scuola si è allungata fino ad arrivare al 2019 che ciò si poteva dedurre dalle prove di vulnerabilità sismica dell’edificio in questione. Immaginiamo che l’assessore si riferisse al presunto miglioramento del rischio sismico prodotto dei lavori di consolidamento previsti da tali prove, i quali lavori avrebbero alzato l’indice slv fino allo 0,56 per il corpo A. Così il ricalcolo della vita nominale residua. Ma la relazione finale dei test di vulnerabilità recita: “l’eliminazione delle modeste vulnerabilità presenti per soli carichi verticali e i successivi interventi di miglioramento sismico per l’eliminazione dei suoli meccanismi fragili comporteranno incrementi sensibili in termini di sicurezza ma non di completo adeguamento, fino al raggiungimento di un indice di rischio 0,56 del corpo A”. Questi lavori, effettuati nel settembre del 2016, sono così descritti nella relazione finale. ‘Tutte le strutture di progetto, sono state calcolate in conformità al Decreto Ministeriale 14 gennaio 2008 ai fini del solo rinforzo per carichi gravitazionali e non costituiscono adeguamento strutturale del fabbisogno delle succitate norme antisismiche. Tutte le strutture sono state realizzate conformemente a quanto previsto nei progetti depositati, con variazioni che non hanno rilevanza sull’impianto strutturale’. Premesso quanto sopra, il direttore dei lavori attesta la conformità delle opere stesse al progetto depositato. Fermo restando che le opere succitati sono state calcolate ai fini del solo rinforzo per carichi gravitazionali, e non costituiscono adeguamento strutturale del fabbricato alle norme sismiche. Sulla base di ciò, non c’è chiaro se lavori in questione riguardassero anche l’eliminazione dei meccanismi fragili, nel Se l’indice di vulnerabilità sismica sia modificato rispetto a quello risultato dei test di vulnerabilità.

La Bevilacqua ha un indice di vulnerabilità di 0,39″, affermano, “e cesserà la sua vita naturale a fine 2017, o a inizio 2018. Quello che ancora non è chiaro e cosa accadrà dopo tale data visto il rapido avvicinarsi della stessa punto ci chiediamo se la bevi l’acqua sarà ancora una scuola sicura e, soprattutto, se sono previsti lavori di consolidamento della struttura, come emerge dagli esiti delle prove di vulnerabilità sismica.

Infine la Tantalo, che pur avendo nel complesso un indice di relativa sicurezza nella sua porzione in muratura di 0,56, avrebbe richiesto dei lavori di consolidamento che a tutt’oggi non sono stati ancora effettuati. Il comitato non è assolutamente in contrapposizione con l’amministrazione circa la progettazione e successiva costruzione del nuovo plesso che, tuttavia, richiederà tempi necessariamente lunghi e non certo punto nel sito del comune, nel file dedicato al nuovo plesso, è previsto un iter che richiederebbe un anno e sei mesi per la fase burocratico progettuale è un ulteriore anno e sei mesi di fase realizzativa e di controllo per un totale di 3 anni che, al netto di intoppi vari, ci porterebbe ad settembre 2020. Ammesso che vada tutto per il giusto verso, nel frattempo ci troveremmo in una finestra temporale in cui avremmo le scuole Argoli e Bevilacqua a rischio, vista la scadenza della vita naturale residuo antecedente a tale data di settembre 2020″.

Lo scopo del comitato era quello di capire quali passi intende attuare l’amministrazione comunale e come intenta sopperire a quella che noi riteniamo essere una carenza in termini di sicurezza sismica. In qualità di comitato autonomo genitori abbiamo, pertanto, chiesto l’assemblea pubblica.

Per il sindaco Vincenzo Giovagnorio, presente all’incontro, “la richiesta di musp da parte di alcuni esponenti del sedicente comitato autonomo dei genitori, che poi tanto “autonomo” non è, è una richiesta anacronistica e assolutamente antieconomica e prevede gli stessi tempi della costruzione di un nuovo edificio o il restauro dei vecchi. I musp sono molto costosi, sia che li si voglia prendere in affitto, sia che li si possa acquistare, checché favoleggi il consigliere Montelisciani: il costo è di svariate centinaia di migliaia di euro, e a ciò andrebbero aggiunti le onerose opere di urbanizzazione (luce, acqua, gas, fogna, telefono) dell’area su cui dovrebbero essere installati. Le tempiste delle gare di acquisto o di affitto e di assegnazione a ditte per l’installazione sono identiche a quelle per la costruzione del nuovo campus scolastico. Avremo in definitiva, dopo tante energie e soldi pubblici spesi, una struttura provvisorio e in Italia nulla è più definitivo del provvisorio. Per Tagliacozzo è giunto il momento di una svolta di qualità e di uno scatto di orgoglio. I nostri ragazzi non sono di serie B rispetto a tutti gli altri studenti dei comuni marsicani. Questa Amministrazione punta al meglio, perché così è giusto: è il momento di un nuovo edificio scolastico che garantisca il 100% della sicurezza, della funzionalità, del risparmio energico e dell’estetica. Le farneticazione di Vincenzo Montelisciani e dei suoi “consiglieri” sono inammissibili per chi come noi sta portando avanti una seria e responsabile azione amministrativa, mai fino ad ora condotta con tanta attenzione e sensibilità! I tecnici, ingegneri e architetti, che hanno parlato in occasione della riunione di sabato scorso hanno confermato che gli edifici scolastici di Tagliacozzo sono stati costruiti bene. Specialmente la Argoli, che presenta il coefficiente di sicurezza sismica di 0,29 (il più basso dei nostri edifici), a detta dell’ingegner Di Giannantonio, che ha realizzato le prove sismiche, ha fondamenta solide e i materiali di costruzione usati sono di qualità. Tutte le nostre strutture scolastiche sono agibili. Ribadisco a tal proposito l’indicazione prefettizia scaturita dopo la riunione dell’8 settembre 2016, per cui il ricorso ai musp sarebbe giustificabile solo in caso di inagibilità degli edifici.

Riguardo al “comitato autonomo” dei genitori – prosegue il primo cittadino – è un’organizzazione presieduta dalla zia del consigliere Montelisciani e composta, nel direttivo, dalla cugina carnale e da alcune esponenti che parteciparono della sua lista elettorale. Non lo ritengo quindi assolutamente rappresentativo del sentimento comune di gran parte dei genitori degli oltre 950 studenti che frequentano le scuole del nostro Comune. Il dibattito di sabato scorso in sala consiliare poi è stato animato, nell’ordine, dal fratello, dal padre e dalla madre del consigliere Montelisciani, quindi più che “comitato autonomo” è un “comitato di famiglia. Noi andremo avanti per la nostra strada – così come raccomandatoci invece da moltissimi genitori – senza dare ascolto a queste infime ed infide strumentalizzazioni politiche che fanno sciacallaggio e terrorismo psicologico sull’argomento edilizia scolastica che per noi è di massima importanza”.

La diatriba sulla questione delle scuole continua. I dubbi e le perplessità restano così come la preoccupazione e i dubbi di mamme e papà dei circa mille ragazzi e bambini di Tagliacozzo.