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Scontro Comune-Santa Croce. Il sindaco: serve un confronto. Colella: si fa solo allarmismo

Canistro. Scronto Comune di Canistro-Santa Croce. Botta e risposta tra il sindaco del Comune rovetano e il propietario dell’azienda di acque minerali, Camillo Colella. Nel corso di un consiglio straordinario, a cui hanno partecipato anche esponenti politici sovracomunali, si è discusso dell’emergenza “Santa Croce” e il primo cittadino ha bacchettato la gestione e le strategie dell’azienda. Immediata la repplica di Colella che invita il Comune a evitare polemiche sterili.

Il sindaco Antonio Di Paolo nel corso del consiglio, davanti all’assise a cui hanno partecipato anche rappresentanti della Regione, della Provincia e dei sindacati, ha annunciato la necessità di “un rilancio del sito produttivo, attraverso un organico piano industriale, finalizzato al rilancio produttivo e alla tutela dell’occupazione”. Grande assente, ancora una volta, il proprietario della ‘Santa Croce’, Camillo Colella.
“Auspichiamo a un confronto diretto con l’imprenditore Colella” aggiunge il primo cittadino, “che miri a un rilancio del sito industriale che agevoli anche lo sviluppo della altre aziende dell’indotto, che scongiuri la mobilità per 33 lavoratori e il taglio, entro agosto, di 10 impiegati, come annunciato”. “Tenuto contoche la diminuzione della produzione e dell’occupazione ha avuto un impatto fortemente negativo per le famiglie dei lavoratori e per l’economia complessiva di tutta la Valle Roveto, avviamo oggi, un tavolo tecnico-politico, promosso in primis, dalla Regione, in modo da far pressione sull’azienda per un immediato intervento”. Antonio Di Paolo
“Qualora la proprietà, continuasse a sottrarsi al confronto” aggiunge il primo cittadino, “accenderemo un contenzioso. E’ nostro dovere affiancare i lavoratori e far sì che la ‘Santa Croce’ rispetti tutti gli impegni presi in precedenza”. Un sit-in in cui, dati alla mano, sono state ricostruite le tappe della storia di una delle aziende più importanti e produttive di tutta la Valle Roveto.
“La società, ad oggi, utilizza le acque della sorgente ‘S. Antonio’, ubicata nel tenimento del Comune di Canistro, sulla base di una concessione regionale che assicura all’azienda un emungimento di litri 50 al secondo a fronte di un modico canone” continua Di Paolo, “l’acqua ‘Santa Croce’ è una delle migliori acque sul mercato nazionale, tanto che la rivista ‘Altro Consumo’, in una pubblicazione di qualche anno fa, sulle acque minerali in Italia, la considerava al primo posto, per le qualità organolettiche. Lo stesso proprietario dell’azienda, l’ingegnere Camillo Colella, nel corso di recenti riunioni pubbliche, l’ha più volte definita come la ‘Ferrari delle acque’. Nonostante ciò”, puntualizza, “le strategie di marketing dell’azienda non sembrano valorizzarla efficacemente”.

Immediata la Replica di Colella. “Ferma restando l’insindacabilità delle strategie imprenditoriali e commerciali adottate dall’azienda (evidentemente non partecipata dal Comune) e stigmatizzando le critiche mosse dal Comune in relazione alle capacità manageriali e gestionali della compagine societaria”, replica l’azienda, “è sufficiente confrontare i dati della precedente gestione, acclamata dall’amministrazione comunale, con quelli relativi alla gestione del Gruppo Colella.
Segnatamente, a fronte di € 10.322.228,00 di perdita rilevati nell’anno 2007 (vecchia gestione), si registrano € 303.319,00 di utile nel 2010 (gestione Colella) che hanno reso Sorgente Santa Croce un’azienda sana che, a differenza del passato, riesce a far fronte con le proprie forze a tutti i suoi impegni.Camillo Colella della Santa Croce
L’azienda non intende adottare politiche spregiudicate, tanto nella gestione del fatturato quanto in quella delle risorse umane, rischiando di mettere in discussione gli ottimi risultati raggiunti e la credibilità commerciale con fatica riacquistata. Si ritiene, quindi, ingiustificato ed inopportuno l’allarmismo creato dal Sindaco di Canistro, sig. Di Paolo, il quale, senza forse averne piena cognizione, ha già provocato un danno d’immagine a Sorgente Santa Croce S.p.a., rischiando di vanificare gli investimenti effettuati per riconquistare fette di mercato ormai perdute.
In definitiva, l’atteggiamento distruttivo del Comune di Canistro, più volte reiterato, non fa altro che scoraggiare la proprietà di Sorgente Santa Croce S.p.a. ad investire ulteriormente nel territorio, oltre ad allontanare anche altri imprenditori eventualmente disposti ad impegnare le proprie risorse sul territorio.
Tanto dedotto, Sorgente Santa Croce S.p.a. auspica che l’amministrazione comunale di Canistro cessi di alimentare polemiche irrazionali e fantasiose con l’inevitabile conseguenza che, in caso contrario, agirà In danno dei responsabili dinanzi alla competente autorità, nessuna esclusa”.