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Santa Croce e accusa diffamazione, il patron Colella assolto perché il fatto non sussiste

Verdetto con formula piena su affermazioni su concessioni sorgenti S.Antonio Sponga

Canistro. Il Tribunale dell’Aquila ha assolto con formula piena “perché il fatto non sussiste” Camillo Colella, patron della Santa Croce, società di acque minerali di livello nazionale, dall’accusa di diffamazione a mezzo stampa nei confronti del sindaco di Canistro, Angelo Di Paolo.

I fatti si riferiscono alle affermazioni, secondo il primo cittadino lesive della sua immagine, pronunciate in una conferenza stampa che si è svolta all’Aquila il 25 maggio del 2017 nel corso della quale il patron ha fatto il punto della situazione sulla concessione delle sorgenti Sant’Antonio Sponga di Canistro. Sulla vicenda era in atto un contenzioso con la Regione Abruzzo, proprietaria del bene, che ha causato il fatto che da oltre 5 anni la preziosa acqua finisce nel fiume Liri.

La Santa Croce, dopo la revoca da parte dell’ente regionale di un precedente diritto concessionario, peraltro impugnato dalla stessa società, è aggiudicatario provvisorio del bando pubblicato il 9 febbraio dalla Giunta regionale. Colella è stato difeso dall’avvocato Roberto Fasciani del foro di Avezzano in codifesa con il legale Alessandro Diddi del foro di Roma.

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