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Santa Croce, dipendenti si preparano a tornare al lavoro ma scattano 13 mesi di cassa

Canistro. Potevano essere licenziati per assenza ingiustificata, per questo i 50 operai della Santa Croce erano pronti ieri a tornare al lavoro. Il patron dell’acqua della Valle Roveto, Camillo Collella, li ha bloccati assicurando che a breve scatteranno altre 13 settimane di cassa integrazione. Si è risolto nel giro di qualche ora il dilemma che da settimane attanaglia le parti sociali e i lavoratori del sito rovetano. Ieri, infatti, scadeva la cassa integrazione per 50 dei 78 dipendenti e non avendo ottenuto chiarimenti in merito i lavoratori si erano preparati per tornare in azienda. La proprietà, però, con una nota ha fatto sapere che non ci sarebbe stato nessun licenziamento e che a breve sarebbe scattata una nuova cassa. “Ormai non abbiamo più certezze per questa azienda”, ha spiegato Leonardo Lippa segretario provinciale della Uila Uil, “dal momento che gli ammortizzatori sociali erano ormai conclusi abbiamo invitato i lavoratori a rientrare perché poteva esserci un Stabilimento dell'acqua Santa Croce a Canistrolicenziamento in tronco per assenza ingiustificata. Purtroppo la situazione non accenna a migliorare e il nostro sospetto è che Colella con il passare del tempo voglia ridurre drasticamente il personale lasciando nello stabilimento di Canistro solo il settore dell’imbottigliamento e trasferendo in Molise tutto il resto della produzione”. Secondo Marcello Pagliaroli, segretario provinciale della Flai Cgil: “la proprietà ha rassicurato sul ricordo a nuovi ammortizzatori sociali dovrebbero essere concesse altre 13 settimane di cassa integrazione per 50 degli 78 dipendenti del sito. L’auspicio è che Colella presenti anche il famoso piano per il rilancio dell’azienda che imbottiglia l’acqua della Valle Roveto. Sono mesi che continua ad annunciarlo ma in realtà nessuno ha mai visto nulla”.