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Sanità marsicana al collasso, l’appello dei sindaci a Di Pangrazio: difendere l’interesse del territorio

Avezzano. Il sindaco di Avezzano deve rappresentare e tutelare la sanità marsicana oggi completamente  abbandonata e praticamente in pieno caos: è questo l’esito emerso da un incontro tra alcuni amministratori del territorio che hanno investito l’amministrazione comunale della città, guidata da Giovanni Di Pangrazio, di rappresentare a Regione e Asl 1. Il bisogno di tutela della salute dei  cittadini è un’esigenza e una priorità che non può essere più rimandata, soprattutto in considerazione  della drammatica situazione provocata dall’emergenza pandemica SARS-CoV-2.

Presenti alla  riunione, oltre il sindaco e il prossimo assessore alla sanità e all’emergenza Covid-19 del Comune di  Avezzano, Maria Teresa Colizza, anche il primo cittadino di Celano, Settimio Santilli, l’assessore alla Cultura e sanità, Antonella De Santis, che è anche medico del pronto soccorso dell’ospedale di  Avezzano, il sindaco di Pescina, Mirko Zauri, il primo cittadino di Tagliacozzo, Vincenzo Giovagnorio, oltre una rappresentanza di operatori della sanità.

Gli amministratori hanno chiesto a Giovanni di Pangrazio, di restituire la complessa situazione della  sanità marsicana oggi al collasso. “Del resto”, si legge nella nota, “lo stesso presidente della giunta regionale abruzzese,  Marco Marsilio, definì l’ospedale civile di Avezzano “tra i più pericolosi d’Abruzzo”, cosicché è necessario sollecitare tutte le sezioni competenti affinché portino a compimento quei processi  burocratici, avviati da tempo, ma rimasti inspiegabilmente sospesi, prodromici alla costruzione del  nuovo ospedale che annovera un bacino d’utenza riferibile non solo ai 140mila abitanti della marsica, ma accoglie pazienti dal vicino Reatino e Frusinate, per un potenziale di servizio che supera le  300mila persone”.

I sindaci lamentano “una situazione diventata insostenibile, con reparti a rischio chiusura e personale mancante costretto a lavorare in condizioni disumane oltre i vaccini  antinfluenzali consegnati in numero insufficiente ai medici di base. Il regressione dell’ospedale di Avezzano è un’evidenza conclamata”, sottolineano, “sotto gli occhi di tutti, con il pronto soccorso al collasso e la  terapia intensiva con soli 6 posti disponibili, nonostante ci siano fondi già stanziati proprio per questi  presìdi salva vita. È arrivato il momento di dire basta”.

Altro tema di forte attualità e motivo di allarmante preoccupazione è quello relativo alla pandemia del coronavirus: “è emersa evidente la mancanza di una programmazione e una guida per gestire l’emergenza”, precisano i sindaci, “e qualcuno ne dovrà rispondere e prendere le responsabilità perché, qui nella Marsica,  stiamo rischiando la vita e questo è intollerabile e da incoscienti. È stata sollecitata da tempo, presso l’ospedale di Avezzano, la strumentazione necessaria per processare gli oltre 400 tamponi giornalieri che darebbe risultati in 4 ore, diminuendo in tal anche le spese a carico del sistema sanitario, aprire immediatamente drive through covid a Pescina e Tagliacozzo, in modo da evitare sovraffollamenti ad Avezzano”.

Inoltre i sindaci, temendo un aumento dei casi di positività al virus, hanno ritenuto di “individuare strutture comunali, alberghi chiusi o soluzioni alternative, per ospitare chi deve  trascorrere il periodo di quarantena lontano dalle famiglie. A tal proposito gli amministratori si sono  resi disponibili a destinare fondi di bilancio per fronteggiare questa emergenza”.

“Non esistono appartenenze politiche o schieramenti partitici”, dichiarano i sindaci che hanno chiesto a Gianni Di Pangrazio di “difendere la sanità marsicana, ma il bene collettivo, con la priorità di agire subito nell’interesse del territorio e reclamare la giusta attenzione che questa area merita. La Marsica farà fronte comune”, concludono, “e reclamerà in ogni sede istituzionale il diritto alla salute di queste popolazioni”. Nei prossimi giorni saranno sentiti tutti gli altri amministratori per stabilire una linea comune da adottare.

 

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