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Salta ancora il bilancio al Cam e già si parla di «gioco politico» del Comune di Avezzano

Avezzano. Le liti al Cam non si placano e la situazione del Consorzio acquedottistico, indebitato per milioni di euro (si parla di 50, ma oggi non ci sono più certezze), peggiora. I soci non riescono nemmeno ad approvare il Bilancio a causa degli attriti politici.
Dopo la riunione di mercoledì sera, in cui lo scontro ha sfiorato il surreale, a intervenire sono i componenti del Movimento 5 stelle di Avezzano, Celano e Pescina che si dicono “increduli per la farsa andata in scena al Cam, dove l’assemblea dei soci (cioè dei Comuni, rappresentati dai loro sindaci) era stata riunita per l’approvazione del bilancio”. “Di quanto accaduto”, spiegano, “ci sarebbe solo da ridere se la vicenda del Cam non coinvolgesse il futuro di circa 150 dipendenti, di numerose aziende creditrici e dei cittadini che dovranno farsi carico dei debiti. Soprattutto, però, e questo a nessuno sembra interessare, sono in gioco la continuità e l’efficienza di un servizio essenziale: quello di distribuzione e depurazione dell’acqua”.
“Fin dalle prime battute”, raccontano i delegati del movimento di Grillo, “è subito chiaro come la riunione si risolverà in un nulla di fatto. Sono le 17:40 quando l’assemblea, convocata per le 17, prende il via. E’ il Presidente del Consiglio di Gestione, Andrea Ziruolo, a prendere per primo la parola. Il Presidente fa subito notare come non sia possibile procedere all’apertura dei lavori assembleari stante la richiesta di rinvio avanzata dal Sindaco Antonino Lusi, presidente a sua volta del Consiglio di sorveglianza. Tale richiesta è resa necessaria, secondo Lusi, a seguito della nota inoltrata durante la notte, precisamente alle 2:30 del mattino, dal vicesindaco di Avezzano, Ferdinando Boccia, componente a sua volta del Consiglio di Sorveglianza del Cam. La nota in questione, inviata per e-mail a tutti i soci (i sindaci) nonché agli organi del Cam, sottopone all’attenzione di tutti 12 rilievi sulla base dei quali il bilancio risulterebbe non veritiero e sarebbe dunque da respingere.Di Pangrazio e Boccia
Da questo momento fino al termine, la “scena” di un’assemblea mai formalmente aperta è monopolizzata da discussioni interminabili riguardo procedure varie, e da accuse reciproche di vario genere. Alla fine, intorno alle 20:04, raggiunto un accordo sull’apertura dell’assemblea, si procede a verificare la sussistenza del numero legale. Terminato l’appello, si riscontra che i sindaci presenti sono solo 13 e l’assemblea è sciolta alle ore 20:10.
Ancora una volta”, continuano dal Movimento 5 stelle, “chi deve gestire il bene comune, nell’interesse di tutti i Cittadini, ha finito per fare tutt’altro. Mettendo da parte, per un secondo, il comportamento che abbiamo avuto modo di rilevare, e riservandoci di tornare sull’argomento per una disamina nel merito, non possiamo non chiederci, e chiedere al vicesindaco Boccia, perché un documento, così rilevante, non sia stato presentato a giugno, quando cioè è stato depositato il progetto di bilancio. Un comportamento, questo, che può essere interpretato in molti modi, soprattutto alla luce delle esternazioni fatte, dallo stesso vicesindaco, durante l’assemblea: ovvero che il documento sarebbe frutto di un personale scrupolo, oltre che delle indicazioni ricevute dal sindaco Gianni Di Pangrazio. Non vorremmo trovarci di fronte all’ennesimo gioco politico, all’intento cioè di far perdurare una situazione di stallo per fini puramente politici, senza alcuna considerazione né per il benessere dei cittadini né per la salvaguardia dell’interesse pubblico.
Per concludere, giova ricordare a tutti i nostri amministratori che il Cam non è soggetto al fallimento, e i suoi debiti non possono essere semplicemente azzerati. Occorre pertanto che si prendano al più presto provvedimenti, quantomeno per stabilizzare i bilanci ed evitare un peggioramento della situazione. Successivamente occorrerà che ognuno si assuma le proprie responsabilità, sia di natura politica sia, ove riscontrate, di natura giuridica.